giovedì 15 novembre 2012

Fatti

Non dimentichiamo i fatti. A volte basta un'immagine.

Formigoni


Leggete nel riquadro. Il FORtwitterone, il FORmaglione, FORcomplimenti, e poi il FORcaffè, le FORnews. C'è anche la FORsciarpa. Dove sono i fatti (ad esempio le dimissioni)? Perchè i lombardi lo hanno eletto, come i siciliani hanno eletto Lombardo e Cuffaro? Ma soprattutto a quando la FORmobile e il costume da pipistrello?

Israele:

Ma davvero l'Occidente è ancora convinto che Israele "si difenda" e basta? Quando anche Roberto Saviano, certamente non noto per le sue posizioni filo-palestinesi, si augura che "abbia termine l’aggressione israeliana a Gaza, cessino i bombardamenti e Israele la smetta con le provocazioni" (e chiamiamole provocazioni). Lo chiedo a Obama, a Monti e a chi per loro. Per la cronaca, l’uomo della foto è Jihad Misharawi, giornalista della Bbc che vive a Gaza. Un razzo israeliano è precipitato sulla sua abitazione e ha ucciso suo figlio Omar.

Grillo insulta tutti:  


Gli altri invece no. Santanchè "Fini traditore"; Gasparri "Troppi imbecilli alimentano il caos" (nella sua testa?); Crosetto "Attorno ad Alfano tanti coglioni"; Biancofiore "Gli sfascisti". Sono gli insulti proferiti dai politici nel volgere di pochi giorni. E nell'elenco non ci sono leghisti, altrimenti non basterebbe un blog. 


Diversamente figli (da nonleggerlo.com), ovvero come il Fatto quotidiano ha trattato la cocaina della figlia di Grillo e il saluto fascista del figlio di Alemanno:



La figlia di Grillo viene (giustamente) difesa perchè "in fondo sono solo 0,4 grammi di coca e comunque non vive col padre da anni".  Giustamente, lo ripeto, la cocaina di lei non c'entra niente con Beppe Grillo.
Il figlio di Alemanno diventa invece "e chi sennò": in questo caso dunque la colpa si trasmette sul padre, sindaco di Roma. Le colpe dei figli cadono sui padri a ideologie alterne.  

Election Day:   

Scusate, forse mi sono perso qualcosa. C'è una legge, il dl 98 del 6 luglio 2011, che all'art. 7 dice:
"A decorrere dal 2012 le consultazioni elettorali per le elezioni dei sindaci, dei presidenti delle province e delle regioni, dei consigli comunali, provinciali e regionali, del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, si svolgono, compatibilmente con quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, in un’unica data nell’arco dell’anno". 
Cioè l'election day va fatto per legge. Ora, se una sentenza della Consulta impone le elezioni regionali in Molise, Lombardia e Lazio a 90 giorni dalla fine dei rispettivi governi, si anticipino le elezioni politiche nazionali, no? Così per una volta si rispetteranno le leggi in questo paese. 

Esodati
Ma è possibile che una tecnica non sappia contare gli esodati a non so più quanti mesi dalla riforma?


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martedì 13 novembre 2012

Skyfall di S. Mendes. Recensione

Skyfall
di Sam Mendes
con Daniel Craig, Judi Dench, Javier Bardem, Ralph Fiennes
Azione, 145 min., UK, Usa, 2012

Una pallottola buca il torace dell’agente segreto più famoso al mondo mettendo in luce tutta la sua vulnerabilità e svelando la “dichiarazione di poetica” del regista. Lo 007 di Mendes non è invulnerabile. Lo 007 di Mendes non è l’uomo-automa dei capitoli precedenti. Peccato che l’opera non sviluppi il proponimento, presentandoci una versione di Bond che determina una frizione tra quello che dovrebbe essere (e che tale rimane) e quello che è.

Ne esce così, se è possibile, una versione di 007 ancora più artefatta delle precedenti le quali, in confronto, conservavano una loro coerenza di fondo. Doveva essere un Bond più umano, dunque, ma sin dalle prime scene si intuisce che la musica è la stessa. Pensiamo ad esempio che ad inizio pellicola il protagonista rischia la morte ma viene immediatamente salvato da… una morettona che gli si concede (eh certo, lui è Bond!). Come se non bastasse ritroviamo spesso l’agente interpretato da un Daniel Craig pompato più che mai e impeccabilmente vestito, anche nelle (poche) scene d’azione, sempre più bloccato in pose plastiche che accentuano la volontà di non recidere il cordone ombelicale con la tradizione. Tradizione rappresentata anche da prodotti che hanno fatto la storia della serie (Martini e Aston Martin su tutti). Qui la lista viene riproposta e ampliata, per un’indigestione di marchi che rasenta l’indecenza. Durante la visione vengono citati, più o meno esplicitamente: Bmw, Volkswagen Beatle, Omega Seamaster, Range Rover, Audi e via dicendo, per una colossale operazione di product placement che si dipana lungo tutto il film. E se bambole e marchi trendy abbondano, lo stesso non si può dire delle scene d’azione, ridotte all’osso e comunque debitrici nei confronti di altre pellicole ben più memorabili di questa.

L’orizzonte filmico al quale Mendes si ispira è presto ricostruito: Apocalypse Now (F. F. Coppola, 1979), Cane di paglia (S. Peckimpah, 1971) e Il cavaliere oscuro (C. Nolan, 2008). Soprattutto quest’ultimo viene riproposto in maniera massiccia: Bond sembra Bruce Wayne ma non ne ha il tormento (non è sufficiente una dipendenza da alcol per farlo sembrare più umano); Bardem è Joker, con la stessa voglia di vendetta  e la medesima menomazione facciale; Londra è una Gotham City sì più luminosa ma ugualmente sfregiata e in balia delle forze oscure.

Usciti dal cinema ho esposto queste ragioni alla mia ragazza. La risposta, pragmatica e puntuale, è stata:  «Ma 007 è così. È un figo, c’ha le gnocche… Non è che si può innovare più di tanto». Ho pensato che in fondo avesse ragione. Nulla però mi vieta di continuare a pensare che ciò che ho visto rimane una pacchianata nemmeno troppo di classe.

Voto: 7 su 10 

(Film visionato il 10 novembre 2012)



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martedì 6 novembre 2012

Cuccuruccucu Crocetta

“Non chiamatemi assessore, la parola mi offende, mi basta Franco. Non voglio avere a che fare con i politici e lavorerò gratis, per sentirmi libero ”. Così si presentò il 6 novembre 2012 il nuovo assessore alla Cultura della Regione Sicilia, Franco Battiato, poeta prima che cantante, nominato dal neo presidente Rosario Crocetta. Il plauso alla scelta effettuata dall’ex sindaco di Gela sarebbe naturale, come naturale e unanime è stato il consenso giunto da politici di tutta Italia (anche del Parlamento nazionale: ma che c’entrano?). 


Eppure…

Eppure c’è qualcosa che non va. Nulla da dire sulla statura del maestro Franco. Che però un mese fa fu tra i primi firmatari del manifesto degli intellettuali in favore di Claudio Fava, candidato alla Presidenza siciliana per Sel, FdS e Idv. Già questo disturba un po'. "Ma che me ne frega", il suo commento. "Queste sono cose da politici, chiedete a Crocetta. Se nella mia casa discografica c'è uno del Pdl non lo faccio suonare?".

Innanzitutto non si capisce quale sia l'impegno di Battiato, che scende in campo "parzialmente, perchè non posso e non voglio cambiare mestiere. L'unico progetto che ho è quello di trovare uno spazio per mettere in contatto la Sicilia con il resto del mondo attraverso degli eventi particolari". E qui nasce il primo inghippo. Perchè, aldilà della vaghezza dei propositi, per diradare la quale ci affidiamo al suo genio che avrà già macchinato qualcosa, desta perplessità la necessità, sentita da Crocetta, di assumere un assessore a tempo parziale. Come se la cultura, e nel caso quella siciliana, potesse vivere, anzi sopravvivere, di tempi parziali. 

C'è un aspetto, in particolare, che suona paradossale: Battiato è assessore "alla Cultura". Ma nel portale della Regione Sicilia il dipartimento non è previsto. C'è l'assessorato ai Beni culturali e all'identità siciliana, che non sembra essere la delega assegnatagli. E c'è, con compiti attinenti all'arte di Battiato, l'assessorato al Turismo, Sport e Spettacolo. Quello di Battiato sembra invece un assessorato a metà tra i due guadi. 

Non sembri questione di sottigliezze linguistiche. Perchè, se "Franco" si occuperà di Cultura come "organizzatore di eventi a tempo parziale", in pratica un p.r. intellettuale, non potrà certo prestare la dovuta attenzione ai beni culturali siciliani. Si contano a centinaia i monumenti, gli edifici storici, le chiese medievali che in Sicilia crollano o sono in procinto di. Ci vuole un impegno 25 ore su 24. Altro che "parziale".   

Se, invece, non sarà "Franco" a occuparsi dei beni culturali, chi sarà? Un altro assessore ad hoc? Ma questo assurdo controsenso porterebbe a separare i "beni culturali" dalla "cultura" incanalandoli in due diversi dipartimenti.

La speranza è che "Franco" non faccia la fine di Roberto Vecchioni, che da presidente del Forum delle Culture presso il Comune di Napoli durò poche settimane, travolto dalle polemiche sul suo compenso e dalle squallide manfrine dei giochi di potere. E che quella di Crocetta Rosario non sia stata soltanto la classica mossa del "nome" priva di concreta progettualità.  


[edit]: in serata, al programma Otto e mezzo di La7, condotto da Lilli Gruber, è arrivata la precisazione: "non sono assessore alla Cultura, ma al Turismo e Spettacolo. Fare l’assessore alla Cultura significherebbe una frequenza a Palermo che non sarei in grado di assicurare perché devo fare delle tournée, invece con l’assessorato al Turismo e Spettacolo posso fare le stesse cose della Cultura ma con più libertà". Così ha già più senso. Resta il balletto tra un assessorato e l'altro per capire quale gli permettesse di avere "più tempo libero". E resta il dubbio se anche il Turismo sia un settore cui dedicare un tempo parziale. Staremo a vedere. 


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venerdì 2 novembre 2012

Amour di M. Haneke. Recensione

Amour
di Michael Haneke
con Jean-Louis Trintignant, Emmanuelle Riva, Isabelle Huppert
Drammatico, Francia, Austria, Germania, 125 min., 2012




Voto: 10 su 10

(Film visionato l'1 novembre 2012)







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