martedì 27 marzo 2012

In ricordo di Antonio Tabucchi

«Con gran disappunto vidi che non ero solo, di fronte alle Tentazioni c'era un copista, con cavalletto e tela, che stava lavorando. Non so perchè ma mi dispiaceva di essere in compagnia, avrei voluto vedere quel quadro tutto solo, senza altri occhi che lo guardassero allo stesso tempo che i miei, senza la presenza leggermente fastidiosa di uno sconosciuto. Fu forse in conseguenza di questa sensazione di malessere che, invece di mettermi a guardare il quadro di fronte, lo aggirai e mi misi a guardare il retro del pannello laterale di sinistra, la scena di Cristo nell'Orto degli Ulivi. Cercai di concentrarmi su quella scena, forse nella speranza un po' assurda che l'uomo chiudesse il suo cavalletto e se ne andasse. Se vuole vedere il quadro deve spicciarsi, disse l'uomo dall'altra parte, il museo sta per chiudere. Io mi affaccia e cercai di sorridere. Ho il permesso di restare ancora un'ora, dissi, il guardiano è stato molto simpatico. I guardiani di questo museo sono tutti molto simpatici, disse l'uomo, non lo sa? Uscii da dietro il quadro e mi avvicinai a lui. Sta facendo una copia?, domandai stupidamente. Solo la copia di un particolare, rispose, come può vedere è soltanto un particolare, ho l'abitudine di copiare solo particolari. Guardai la tela che stava dipingendo e vidi che stava riproducendo un dettaglio del pannello laterale destro, nel quale si vedono un uomo grasso e una vecchia che viaggiano per il cielo a cavallo di un pesce. La tela che dipingeva era almeno due metri di larghezza per un metro di altezza, e le figure di Bosch, ingrandite a quelle dimensioni, producevano uno stranissimo effetto: erano una mostruosità che sottolineava la mostruosità della scena.
Ma che sta facendo?, chiesi con voce meravigliata, che sta facendo? Sto copiando un particolare, rispose lui, non lo vede da sè?, sto semplicemente copiando un particolare, sono un pittore copista e faccio copie di particolari. Non avevo mai visto un particolare di Bosch riprodotto a queste dimensioni, obiettai, è una mostruosità. Forse, rispose il Copista, ma c'è a chi gli piace. Senta, dissi io, scusi la curiosità ma non capisco, perchè fa una cosa del genere?, non ha senso. Il Copista posò il pennello e si pulì le mani con un panno. Mio caro amico, la vita è strana e nella vita capitano strane cose, inoltre questo quadro è strano di per sè e produce cose strane. Bevve un sorso d'acqua da una bottiglia che stava ai piedi del cavalletto e disse: oggi ho lavorato abbastanza, posso fare una pausa, conversare un po' con lei, lei è un esperto di questo quadro, è un critico? No, risposi, sono soltanto un amatore, conosco questo quadro da tanti anni, c'è stato un periodo che venivo a vederlo tutte le settimane, è un quadro che mi affascina molto. Sono dieci anni che me lo guardo questo quadro, disse il Copista, sono dieci anni che ci lavoro. [...] Conosco questo quadro come le mie tasche, disse lui, per esempio, vede quel che sto dipingendo adesso?, bene, fino ad ora i critici hanno detto che questo pesce è una cernia, ma questo pesce non è una cernia, permetta che glielo dica, questo pesce è una tinca. Una tinca?, chiesi, la tinca è un pesce d'acqua dolce, no? La tinca è un pesce d'acqua dolce, mi confermò lui, vive nei pantani e nei fossi, è un pesce che ama il fango, è il pesce più grasso che ho mangiato in vita mia, al mio paese si fa un riso con la tinca che è affogato nel grasso, ricorda un po' il riso con l'anguilla ma è molto più grasso, ci vuole un giorno intero per digerirlo. Il Copista fece una piccola pausa. E' a cavallo di quella tinca grassa che questi due personaggi vanno incontro al diavolo, non vede?, questi due stanno per avere un incontro diabolico, stanno per andare a fare porcherie chissà dove. Il Copista aprì una bottiglietta di trementina e cominciò a pulirsi le mani con cura. Bosch aveva un'immaginazione perversa, disse, questa immaginazione l'ha attribuita al povero Sant'Antonio, ma l'immaginazione è del pittore, era lui che pensava tutte queste brutte cose, è evidente, credo che Sant'Antonio non si sarebbe mai immaginato cose del genere, Sant'Antonio era una persona semplice».

Requiem, Antonio Tabucchi



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giovedì 22 marzo 2012

Consultazione pubblica online sul valore legale della laurea

Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca ha indetto sul proprio sito una sorta di "referendum digitale" (ovviamente privo di valore giuridico). Tutti i cittadini che volessero esprimere un parere sono invitati a partecipare. Dicono (dicono) che terranno in debito conto la loro opinione. Può essere un esercizio intelligente di confronto con l'anima popolare, per cui... perchè no?


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martedì 20 marzo 2012

Trova le differenze

1. Riforma delle intercettazioni
2. Responsabilità civile dei magistrati
3. Riforma della concussione (una sorta di semi-depenalizzazione)
4. Tasse, tasse e ancora tasse

Qual è la differenza con B.? Il loden blu (nome comune di cappotto che, francamente, sconoscevo fino alla salita al potere di SuperMario)? La Merkel non è più una "culona inchiavabile" ma una gentil dama da conquistare a colpi di leggi? Non ne vediamo altre, francamente. La concussione, articolo 317 del codice penale, punisce "il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità o delle sue funzioni, costringe o induce taluno a dare o a promettere indebitamente a lui o a un terzo denaro o altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni. E chi è accusato di concussione e siede nella maggioranza parlamentare? Ovviamente B., imputato proprio per concussione (e prostituzione minorile) nel processo Ruby. E chi ha lasciato in giacenza in Commissione Giustizia e Affari Costituzionali la legge sulla concussione? Angelino Alfano, l'erede al trono PDL.
E la responsabilità civile dei giudici? Per il Consiglio Superiore della Magistratura "metterebbe a rischio l'indipendenza dei magistrati, renderebbe il sistema giudiziario italiano davvero ingestibile determinandone l'implosione" senza considerare che "non esiste in nessun Paese al mondo. Ed avrebbe conseguenze pesanti sulla libertà di giudizio dei singoli giudici, in quanto il magistrato potrebbe essere condizionato e influenzato nella scelta della soluzione giuridica, potendo optare per quella che meglio lo preservi dal rischio di azione diretta". Parere ribadito oggi dall'Anm. L'idea geniale di porre la testa dei giudici sotto la ghigliottina della responsabilità diretta è stata promossa attraverso un emendamento inserito nella Legge Comunitaria 2010. A promuovere l'emendamento il leghista Gianluca Pini, indagato (e come ti sbagli?) per millantato credito (in sostanza, avrebbe truccato un concorso per notai).
E le intercettazioni? Quale motivazione? Il grande mantra della privacy? Fandonie, visto che nella manovra dello scorso dicembre la privacy individuale "è stata messo in serio pericolo", secondo il garante Pizzetti (come abbiamo visto qui).

Per completare la giornata, gustatevi la tabella sui costi aggiuntivi determinati dall'Imu per le prime case, per i proprietari di case in affitto, per i negozi, per gli uffici, per le case vuote in alcune delle maggiori città italiane: 




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LIVE - La diretta: Monti e la Fornero sull'articolo 18



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domenica 18 marzo 2012

Riforme sanguinose e riforme a costo zero

La riforma dell'articolo 18, come il TAV, come la riforma della concussione (che annullerebbe il processo a B. sul caso Ruby), come la riforma delle intercettazioni (per l'ennesima volta sull'agenda del tavolo politico, ancora e ancora, come un'ossessione maniacale), si deve fare. La politica escatologica del "destino immutabile" di una legge, di una riforma, di un'azione di governo è stata caratteristica immutabile degli anni berlusconiani, nè sembra essersi minimante modificata oggi col governo Monti. La riforma dell'articolo 18 "è un tema cruciale e una priorità del Governo", unico (unico?) appiglio cui aggrapparsi per la salvezza del paese. Come le pensioni e le tasse, nella riforma dello scorso dicembre, per le quali gli interventi sono stati molto più duri e massicci rispetto a qualunque altra area economico-strategica del paese. Vedere per credere, leggetevi i post precedenti sul tema. 
Una riforma, tra l'altro, che liberalizzerebbe non i licenziamenti arbitrari (e ci mancherebbe) ma quelli per motivi disciplinari. Suona molto come una depenalizzazione del reato per mobbing
Si possono fare due tipi di riflessioni per capire meglio (e rispondere con le idee) questo pungolo incessante che dolorosamente colpisce l'articolo 18. Una riflessione di tipo fatalista, pessimistica in via definitiva: a cosa serve riformare uno strumento di tutela dei lavoratori dinanzi a un debito pubblico di 1.950 miliardi di euro, quale sollievo può dare dopo che la manovra sanguinaria dello scorso dicembre è stata utile a coprire l'aumento del debito nel solo mese di gennaio, un balzo in avanti da 37,9 miliardi di euroL'Italia è un paese tecnicamente fallito, eppure ancora si colpiscono le fasce più deboli paventando altrimenti il baratro di una recessione di fatto già in corso. I neonati italiani non hanno il tempo di uscire dall'utero delle loro madri che si ritrovano con un debito di 32mila euro cadauno. Altro che riforma del lavoro.
L'altra riflessione possibile rientra nell'ordine delle idee di chi vuol crederci ancora e si incazza: "ma dico, è proprio necessario prendere i soldi da lì quando si possono trovare da tutt'altra parte?". La risposta è, ovviamente, NO. Assolutamente no. Qualche esempio?
1) Il famoso beauty contest, l'assegnazione GRATUITA a Rai e Mediaset delle frequenze tv del digitale terrestre sancita dall'ex Ministro dello Sviluppo con delega alle comunicazioni Paolo Romani. Il suo successore Corrado Passera (titolare anche del dicastero dei Trasporti Pubblici e delle Infrastutture) ha "sospeso" l'asta in attesa di decidere cosa farne. Alle lamentele di Mediaset Monti ha replicato che trattasi di "un bene scarso e pubblico, non vedo perché dovremmo concederle senza corrispettivo". Fin qui tutto bene. Solo che l'asta è stata sospesa a tempo indeterminato e non si sa quando si terrà. Perchè non si sente la stessa urgenza nell'indirla e incassare così una cifra stimata tra i 4/5 e i 16 miliardi?
2) I famosi cacciabombardieri, i 131 F35 "ordinati" dal governo B., di cui si potrebbe quantomeno mettere in discussione l'acquisto. Secondo il Post si tratterebbe di spendere ben 13 miliardi di euro da qui al 2026 (e non, a dire il vero, di 18 subito, com'è stato detto. Ma resta sempre una cifra abnorme e inopportuna): senza considerare che "bisognerebbe tenere conto di quanto i velivoli ora in uso siano utili e utilizzati; di quanto siano effettivamente obsoleti; di quanto costi la loro manutenzione; di quali controindicazioni presenti il loro mantenimento ed eventuale utilizzo da qui ai prossimi venti o trent’anni". Chi dovremmo bombardare (o meglio, perchè si deve pensare sempre a chi si dovrà "forse un giorno" bombardare piuttosto che puntare con decisione su una risoluzione diplomatica nell'ottica della non-violenza nelle controversie internazionali?).
Il premier inglese Cameron va a lavorare così
3) Le famose auto blu. Secondo il Giornale le auto blu usate da politici & Co. in Italia sono ormai oltre le 620mila unità: "Nel 2009 erano 608mila, cinque anni fa meno di 200mila. Ogni anno questa flotta costa alle casse dello Stato 21 miliardi di euro tra noleggio, pedaggio, autisti e benzina e potrebbe riempire 1.200 campi di calcio. Negli Usa sono appena 73mila". La bicicletta, signori, la bicicletta.
4) Indennizzi dei parlamentari: in Italia sono 11.704 euro al mese al netto della diaria, contro una media europea di 5.339 euro. Il tentativo del governo Monti di effettuare un drastico taglio inserendo un comma ad hoc nella manovra di dicembre è stato ovviamente seppellito dalle proteste di questi indegni, capeggiati da Lamberto Dini, DUE PENSIONI E UNO STIPENDIO senza limiti di cu(mu)lo.

Sono solo alcuni esempi. Le riforme a costo zero possibili sono tante e tutte attuabili dall'oggi al domani, se solo la politica lo volesse. Leggetevi Le riforme a costo zero di Tito Boeri e Pietro Garibaldi per avere qualche idea in più. Fatelo almeno voi, loro di sicuro non lo faranno.


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Salviamo gli affreschi di Giotto a Padova


Pubblico l’appello per l’incolumità di uno dei massimi monumenti dell’arte italiana, la Cappella degli Scrovegni a Padova. L’appello è stato scritto da Chiara Frugoni e promosso, insieme a lei, anche da Alessandro Nova e Steffi Roettgen.
Si può sottoscrivere qui

Gli affreschi di Giotto della Cappella Scrovegni a Padova corrono il rischio di essere distrutti perché la delicatissima situazione idro-geologica sottostante sarà modificata inesorabilmente dalla progettata costruzione di un Auditorium a meno di 200 metri dalla cappella. Nella stessa zona esiste anche il progetto di un grattacielo di 104 metri ed è stato appena ultimato un parcheggio, cioè una vasta cementificazione che ha modificato l’assorbimento delle piogge nel terreno.

I risultati di uno studio affidato dal Comune nel 2011 a tre ingegneri sulle possibili conseguenze che la costruzione dell’Auditorium avrebbe sull’area circostante, sono possibilisti, ma segnalano che la falda profonda dell’area Auditorium è in collegamento con quella della Cappella. E’ evidente che non si può affidare a un progettista di una nuova opera la salvaguardia dell’ambiente né affidargli il verdetto sulla possibilità che l’Auditorium danneggi la Cappella, nell’immediato o negli anni futuri.

Chiediamo che prima che inizi la costruzione dell’Auditorium, si realizzino opere di massima salvaguardia del sottosuolo della Cappella, possibilmente a seguito di un concorso internazionale.
Quanto valgono gli affreschi di Giotto, rispetto ai vantaggi portati dalle nuove costruzioni?
Non lasciamo soli i padovani a discuterne il prezzo, perché non c’è prezzo.

Firma la petizione



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venerdì 16 marzo 2012

INCHIESTA DEC A BARI, TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI


I sette indagati finiti agli arresti domiciliari:

GERARDO DEGENNARO, proprietario della Dec, consigliere Pd alla Regione

DANIELE DEGENNARIO, fratello di Gerardo, proprietario della Dec

ANNA MARIA CURCURUTO, capo dell'Ufficio urbanistica del Comune

VITO NITTI, ex direttore dell'ufficio tecnico comunale

GENNARO RUSSO, dirigente delle politiche per lo sviluppo rurale della Regione

RAFFAELE CONTESSA, direttore lavori del Centro direzionale

MICHELE CORONA, ingegnere, direttore tecnico della Dec


L'elenco completo degli indagati

1. PALOSCIA Vito nato a Bari il 03/12/1966

2. SANTORO Graziantonio nato ad Alinmura (BA) il 15/04/1956

3. LOIUDICE Graziantonio nato ad Altamura (BA) il 01/04/1955

4. TINELLI Leonardo nato a Bari il 15.10.1955

5. CIRELLI Anna Paola nata a Foggia il 29/06/1966

6. PETRONE Domenico nato a Gravina in Puglia (BA) r08.01.1972

7. CORONA Michele nato aTaranto il 07/10/1960

8. CONTESSA Raffaele nato a Sesto San Giovanni (Mi) il 05/05/1964

9. PANSINI Alberto nato a Conversano (BA) il 17/09/1974

1O-MORELLI Dario nato a Fasano (BR) il 06/11/1947

11.NITTI Vito nato a Bari il 30/05/1960

12.PATICCHIO Pasquale nato a Bari il 09/05/1959

13.CURCURUTO Anna Maria nata a Brindisi il 14/05/1950

14.SABINI Saverio nato a Bari il 13/11/1944

15.LERARIO Ruggiero nato a Bari il 06/10/1951

16.DE FRANCESCO Vito nato ad Adelfia (BA) il 16/02/1949

17.DE CRISTOFARO Filippo nato a Corato (BA) il 19/03/1949

18.DE MARCO Raffaele nato a Noci (BA) il 10/06/1978

19.RUSSO Gennaro nato ad Andria (BAT) il 10.07.1951

20.BITETTO Francesco nato a Bari il 13/07/1949

21. LUCIANI Mauro nato a Roma il 15/01/1951

22.CAMPOBASSO Giovanni nato a Triggiano (BA) il 21/07/1953

23. BIANCOFIORE Giovanni nato a Taranto il 22/03/1955

24.MICUNCO Giovanni nato a Bari il 07/01/1949

25.UVA Rocco Luciano nato a Ruvo di Puglia (BA) il 13/12/1948

26.LOBEFARO Angelo nato a Bari il 09/08/1949

27.LOPERFIDO Donato nato a Broux (Belgio) il 15/11/1958

28.CIPPONE Luigi nato a Bari il 04/09/1958

29-CURCI Ida nata a Bari il 22/11/1955

30.COLANGELO Antonio nato a Bari il 27/04/1967

31.MASTRODONATO Rosa nata a Bisceglie (BA) il 15/05/1970

32.COTECCHIA Vincenzo nato a Napoli il 01/03/1925

33.CIAMARRUST1 María (Daniela) nata a Bari il 05/03/1963

34. LEO Francesco nato a Barí il 27/05/1963

35.NIGRO Luigi nato a Bocchicliero (CS) il 02/07/1953

36. VELLA Anna nata a Barí il 14/09/1961

37.DI TARDO Ketty nata a Corbonara di Bari (BA) il 13/05/1967

38.FRANCO Maurizio nato a Barí il 13/07/1963

39.DEGENNARO Vito Michele Giacomo nato a Bitonto (BA) il 25/07/1950

40.PALUMBO Nicla nata ad Andria (BAT) il 22/02/1983

41.SANCILIO Cosimo nato a Molfetta (BAT) il 06.07.1943

42.SANCILIO Silvio nato a Bari il 27.04.1978

43.SANCILIO Marta nata a Bari il 21.01.1975

44.DEGENNARO Giovanni nato a Bitonto (BA) il 30.10.1945

45.MONTALTO Maurizio nato a Tripoli (RL) il 09.08.1958

46.CASANOVA Laura nata a Bari il 13.01.1967

47.DEGENNARO Daniele. Giulio. Maurizio2 nato a Bari il 17/02/1961

48.CORTONE Nicola nato a Barí il 07.08.1971

49.DEGENNARO Gerardo nato a Bitonto (BA) il 9/10/1954

50.ROSA Paolo nato a Pignola (PT) il 01.05.1955

51.NUZZOLESE Michele nato ad Altamura (BA) il 28/03/1966


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La tassa sulla disgrazia è incostituzionale

Con colpevolissimo ritardo e grande felicitazione segnaliamo l'abrogazione dell'inconcepibile "tassa sulla disgrazia" elaborata dal quel mostro che fu il Milleproroghe (e di cui avevamo parlato qui). La Consulta, infatti, ha dichiarato incostituzionale la tassa concepita da B. e soci che obbligava le regioni colpite da calamità naturali (l'Abruzzo terremotato e la Liguria alluvionata, per intenderci) ad alzare le tasse e le accise sulla benzina, di modo che, a conti fatti, i cittadini delle regioni interessate, già prostrati dal disastro, contribuissero di tasca propria agli interventi d'emergenza e alle eventuali ricostruzioni. 
A ricorrere alla Corte Costituzionale erano state Liguria, Toscana, Marche, Abruzzo, Puglia e Basilicata. La Corte ha risposto loro con la sentenza numero 22 (consultabile qui) nella quale dichiara che la "tassa sulla disgrazia" è in contrasto con gli articoli 77, 119, 23 e 123 della Carta in quanto: 
- impone «alle Regioni di deliberare gli aumenti fiscali per poter accedere al fondo di protezione civile, ledono l'autonomia di entrata delle stesse». 
- lede «l'autonomia di spesa» perchè costringe le Regioni ad «utilizzare le proprie entrate a favore di organismi statali (il servizio nazionale della Protezione Civile) per l'esercizio di compiti istituzionali di questi ultimi». 
- «pesa irragionevolmente» sui cittadini, «con la conseguenza che le popolazioni colpite dal disastro subiscono una penalizzazione ulteriore».  
- contrasta con l'articolo 77 della Costituzione, che disciplina il ricorso del governo ai decreti legge. 

Pagate!
Approfitto dell'occasione per ribadire un concetto lampante: non è certo il TAV l'urgenza infrastrutturale del Paese. Basta guardare questa immagine eloquente. Il dissesto idrogeologico italiano impone ben altre priorità. 


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giovedì 15 marzo 2012

LIVE - Servizio Pubblico stasera si occupa della strage di Via D'Amelio








La diretta su Youtube


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LIVE - Dal vertice di Monti con Alfano, Casini e Bersani

"I SIGNORI DESIDERANO?"

LIVE - Ore 23:19, "Intesa su giustizia e Articolo 18". Si sparge il terrore. 
LIVE - Ore 00:30, "Accordo sulle intercettazioni". Ancora le intercettazioni? ANCORA? Non solo: "soluzione condivisa" sulla responsabilità civile dei magistrati. Sempre più simile a B. 

ps: amaramente concedo a Casini l'onore di una grande mossa (mass)mediatica. Nell'occasione, un furbo e consapevole uso della rete. 



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Le liberalizzazioni


1) Più facile aprire un panificio, sforbiciate numerose (e cervellotiche) pratiche burocratiche.
2) Obbligo per le banche di comunicare al cliente qualunque modifica unilaterale del contratto con almeno 30 giorni di anticipo: "La modifica si intende approvata se il cliente non recede, senza spese, dal contratto entro sessanta giorni dalla comunicazione; entro i 60 giorni dalla comunicazione il consumatore può quindi recedere dal contratto senza alcuna penalità e senza spese di chiusura e ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l’applicazione delle condizioni precedentemente applicate; le variazioni contrattuali adottate senza l’osservanza di tali regole sono inefficaci, se sfavorevoli per il cliente". (fonte: Studio Cataldi)
3) Più potere all'Antitrust (l'Authority che, tra le tante cose, dovrebbe vigilare anche sul conflitto di interessi) per vigilare sulla concorrenza del mercato. Cosa che negli anni effettivamente non ha sempre fatto. Del resto, come può essere del tutto indipendente un ente di controllo presieduto da Giovanni Pitruzzella, docente di Diritto Costituzionale a Palermo, consigliere, avvocato e socio della famiglia Schifani (proprio lui, l'iper-presidente del Senato), consulente giuridico di Salvatore Cuffaro (ora in galera) e Raffaele Lombardo (tuttora indagato per concorso esterno in associazione mafiosa), consulente della Regione Sicilia, consulente dell'ex Ministro della Salute del governo B. IV Ferruccio Fazio, socio di Gaetano Quagliariello del PDL. Come può esserlo, indipendente, se il predecessore di Pitruzzella era Antonio Catricalà, per anni culo e camicia con Gianni Letta: 

 
4) "Nell’ambito del settore assicurativo, la nuova legge ha previsto la nascita della figura dell’agente plurimandatario, che potrà offrire ai propri clienti una maggiore scelta di polizze (anche di compagnie diverse), indirizzandolo a quella più idonea".
5) Libere professioni: abolite le tariffe fisse o minime (restano valide solo le tariffe massime); sarà possibile per i clienti concordare compensi connessi al raggiungimento degli obiettivi perseguiti; sarà possibile fare pubblicità sul tipo di servizio offerto dalla propria professionalità; si potranno offrire agli utenti servizi professionali di tipo interdisciplinare da parte di società di persone o associazioni tra professionisti. 
6) All'articolo 31 si liberalizzano gli esercizi commerciali: non sono più richieste (a parte bar, ristoranti e supermercati) particolari abilitazioni professionali per aprire un negozio; è abolito l’obbligo di rispettare distanze minime obbligatorie tra attività commerciali che appartengano alla medesima tipologia di esercizi; sono abolite le limitazioni quantitative relative all’assortimento di merci offerto negli esercizi commerciali; i negozi alimentari potranno consentire il consumo sul posto dei prodotti di gastronomia; liberalizzati gli sconti e le vendite promozionali, ora possibili senza restrizioni nei tempi, nei modi e nelle quantità; liberalizzati orari e giorni di apertura e chiusura. 
7) All'articolo 32 si liberalizzano le farmacie: consentita la vendita al pubblico di medicinali non soggetti a prescrizione, quali farmaci da banco o di automedicazione e altri prodotti non soggetti a prescrizione medica (anche omeopatici), all’interno di esercizi commerciali, parafarmacie e corner della grande distribuzione. Libertà di sconto su tutti i prodotti venduti in farmacie, parafarmacie e corner della grande distribuzione.
8) Taxi: il rilascio di licenze ed autorizzazioni non sarà più soggetto a limitazioni numeriche; potranno in ogni caso esserne rilasciate anche di tipo temporaneo; potranno essere ampliati i turni giornalieri di lavoro; potranno essere utilizzati veicoli sostitutivi o aggiuntivi e introdotti servizi sperimentali; potranno essere formati comitati per monitorare il servizio e adeguarlo alla domanda ed essere fissate tariffe predeterminate per percorsi prestabiliti. 
9) Liberalizzazione compravendita beni mobili: per la vendita e la costituzione di ipoteca su auto, motorini, barche ed altri beni mobili registrati non sarà più necessario rivolgersi al notaio. Per autenticare la firma nei passaggi di proprietà sarà infatti possibile rivolgersi ad uffici comunali, titolari degli Sportelli telematici, delegazioni Aci, imprese di consulenza automobilistica, uffici provinciali della motorizzazione e provinciali dell’Aci che gestiscono il Pra, tutti autorizzati all’autenticazione e tenuti a rilasciarla gratuitamente.
10) All'articolo 37 annunciate future liberalizzazioni (non meglio identificate) del sistema dei traporti aerei, marittimi e ferroviari. 

(fonte: Studio Cataldi) 


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Storia del debito pubblico in 2 minuti

Dal programma Un, due, tre stella di Sabina Guzzanti, al debutto con la prima puntata ieri sera dopo 7 anni di assenza dalla tivvù, la storia del debito pubblico italiano in 2 minuti. Ricordiamo a tutti che il nostro amichevole d.p. aumenta (come da contatore sulla colonna a destra) di 14mila euro al secondo. 


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L'Italia si è salvata? - Varie ed eventuali (e tremende)

1) I SOLDI ELARGITI: 1 milione e 300mila euro all'Accademia dei Lincei, 700mila euro all'Accademia della Crusca. Almeno per questa volta non passa l'idea che "con la cultura non si mangia". 40 milioni di euro all'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA). 300 milioni di euro al fondo di dotazione dell'Istituto centrale per il credito a medio termine (Mediocredito centrale) per le finalità connesse alle attività di credito all'esportazione. 57 milioni in più all'anno per la Protezione Civile. 20 milioni nei prossimi due anni al Fondo per i mutui sulla prima casa. 1 miliardo e 200 milioni nei prossimi tre anni al Fondo di Garanzia delle piccole e medie imprese.
2) All'articolo 6 si interviene sull'equo indennizzo, ovvero il trattamento economico per i dipendenti civili e militari la cui integrità fisica sia lesa per causa di servizio. L'idea di base, forse, non sarebbe tanto malvagia: si vorrebbe, crediamo, equiparare la tutela dei lavoratori pubblici a a quella dei lavoratori privati, ritenendo evidentemente che i primi godevano di un privilegio per quanto riguarda l'assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali. Ma la cura potrebbe essere peggiore del male: per Christian Elia di Peacereporter "di botto vengono cancellate cause di servizio ed equo indennizzo. Che tradotto in soldoni, lascia senza tutela e senza speranza di vedersi riconosciuto in giudizio un equo risarcimento le persone che si sono ammalate al lavoro. I casi sono tanti, migliaia, in particolare per due categorie: coloro che vengono fatti oggetto di mobbing sul posto di lavoro e coloro che si ammalano per essere stati a contatto con l'amianto". Se così fosse sarebbe gravissimo.
3) All'articolo 11, comma 1 diventa reato mentire sul proprio redditto ("esibizione o trasmissione di atti o documenti falsi, in tutto o in parte, ovvero di fornitura di dati e notizie non rispondenti al vero, in occasione di richieste formulate dall'amministrazione finanziaria nell'esercizio dei poteri di accertamento delle imposte dirette e dell'Iva, disponendo che a essa si applichino le norme penali contenute nel testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa - articolo 76 del Dpr 28 dicembre 2000, n. 445"): una norma finalmente in contrasto con le scellerate depenalizzazioni degli anni berlusconiani.
4) All'articolo 23 viene ridotto il personale amministrativo pubblico dei Comuni sotto i 5mila abitanti. Non è abbastanza: i comuni andrebbero accorpati, le provincie ABOLITE. Ma niente di tutto questo è quanto meno proposto per una discussione parlamentare.  
5) All'articolo 27 commi 1 e 2 l'ennesima privatizzazione, stavolta degli immobili pubblici.
6) Sempre all'articolo 27 dai commi 9 a 17 finalmente una svolta sulla strada della soluzione del sovraffollamento delle carceri. Basta con le infinite amnistie, si procede con il recupero e il riutilizzo di edifici pubblici dismessi o inutilizzati (comunque già esistenti) per la creazione di nuovi istituti carceri.
7) All'articolo 30 comma 1 si prorogano ancora e sempre e per sempre le missioni di pace, senza alcun distinguo e comprendendo quelle ormai senza senso in Iraq e in Afghanistan. Finanziate con altri SETTECENTO milioni di euro. Set-te-cen-to. Alle accademie della Crusca e dei Lincei, invece, poco più di due milioni di euro. 700 e 2.
8) All'articolo 33 ABROGATI GLI ORDINI PROFESSIONALI "Alla data del 13 agosto 2012 saranno abrogate tutte le disposizioni vigenti sugli ordinamenti professionali. Inoltre, la disposizione richiede che la riforma degli ordinamenti professionali limiti a 18 mesi la durata massima del tirocinio".
9) All'articolo 35 vengono "ampliati i poteri dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato previsti all'articolo 21 della legge 287/1990, conferendo all'Autorità anche la legittimazione ad agire nei confronti dei regolamenti, atti generali e provvedimenti emanati dalla Pubblica amministrazione".
10) All'articolo 39, nella mia ignoranza, la cosidetta "patrimonializzazione dei Confidi" estende la possibilità che le banche acquistino quote degli enti pubblici, controllandoli (seppur in misura minoritaria). L'ennesimo regalo alle banche. 
11) All'articolo 40 si vorrebbe semplificare la norma di registrazione dei clienti degli alberghi. Solo che per farlo "si modifica il Codice della privacy escludendo persone giuridiche, enti e associazioni dalla tutela offerta dalla disciplina sul trattamento dei dati personali". Il Garante della privacy Francesco Pizzetti ha detto che "con il Salva-Italia la privacy nel nostro paese è in pericolo e che i troppi controlli rappresentano uno strappo allo stato di diritto, un aumento dello spread tra la democrazia italiana e quelle occidentali". Stesse critiche anche dalla Corte dei Conti.
12) Al comma 3 dello stesso articolo si garantisce agli immigrati che possano continuare a lavorare anche nei periodi di rinnovo (e dunque di vacatio giuridica) del loro permesso di soggiorno.
13) All'articolo 43 nei commi da 7 a 15 è prevista la messa in sicurezza delle grandi dighe.
14) All'articolo 44 viene estesa la norma che prevede "la possibilità di procedere all'affidamento del contratto mediante scorrimento della graduatoria formatasi in esito della gara originaria, evitando di bandire una nuova gara". Un modo per snellire la burocrazia. 



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L'Italia si è salvata? - Lavoro e banche (che di pari passo vanno)

Poco o molto da dire sull'argomento. Tagliata l'Irap alle imprese che assumono ("Con l'introduzione del meccanismo denominato Ace, che favorisce fiscalmente la raccolta di capitale di rischio per sostenere la patrimonializzazione delle imprese, si interviene con un'azione di 1 miliardo di euro nel 2012, 1,5 nel 2013 e tre nel 2014") e di concerto sostenute le banche (che, in fondo, se la meritavano): il governo Monti, infatti, ha deciso che lo Stato deve farsi garante della liquidità delle banche in caso di passività di bilancio. "Perchè altrimenti ipoveripiccolirisparmiatori rischiano". E beh, certo. L'impressione, l'abbiamo già detto, rimane quella che l'accanimento terapeutico ricada sulle spalle degli stessi. Già l'idea che i pensionati debbano aprirsi dei conti correnti e usare le carte di credito per incassare le pensioni (al punto 8 di questo post) invece di ritirare la pensione alla posta è comunque un incentivo alla frequentazione bancaria, così come il divieto di pagare in contanti sopra i mille euro (che comunque, bisogna dirlo, diventa uno strumento di lotta all'evasione). Sentite un po' Travaglio nella penultima puntata di Servizio Pubblico che parla a proposito dell'emendamento al decreto sulle liberalizzazioni che avrebbe dovuto cancellare le commissioni bancare, causando le dimissioni di Giuseppe Mussari, presidente di ABI (Associazione Banche Italiane):




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mercoledì 14 marzo 2012

L'Italia si è salvata? - Gli interventi sulle nostre case

1) L'imposta sulla proprietà delle case ad affitto libero subisce un aumento tra l'87% e il 161% mentre per i contratti a canone concordato il balzo in alto della tassazione comunale sarà pesantissimo e andare da un minimo del 204% ad un tetto del 324%. Un colpo durissimo sia sui proprietari, che hanno visto quanto meno raddoppiare l'imposta, sia sugli affittuari che al rinnovo del proprio contratto si vedranno richiedere dai proprietari un aumento consistente del canone.
L'eliminazione del taglio dell'aliquota ordinaria dell'Imu al 50%, prevista in precedenza dalle norme sul federalismo, metterà gli immobili in affitto di fronte ad una dura realtà: ovvero il pagamento in toto dell'aliquota ordinaria del 7,6 per mille, fatta salva la facoltà per i Comuni di ridurre questa aliquota fino al 4 per mille e la possibilità di aumentarla fino al 3 per mille.
Ecco una fotografia del "prima" e del "dopo" Imu: oggi un immobile residenziale con un contratto a canone libero del valore catastale di 100.000 euro (comprensivo della rivalutazione della rendita del 5%), con un'aliquota Ici del 6,5 per mille, paga un'imposta di 650 euro. Per il medesimo immobile con un valore catastale maggiorato del 60%, applicando l'aliquota Imu ordinaria del 7,6 per mille il proprietario dovrà pagare un'imposta di 1.216 euro. In pratica, un incremento di 566 euro (+ 87%). Se poi il comune ricorrerà alla possibilità di applicare la maggiorazione massima del 3 per mille, l'imposta dovuta dal locatore risulterà di 1.696 euro registrando, così, un aumento di 1.046 euro (+ 161%). (fonte la Repubblica).
2) La vera stangata arriva dalle rendite catastali: il valore è attribuito all'immobile in base alla sua consistenza (numero di vani, superficie, volumetria) e su questo valore vengono calcolate tutte le imposte relative alla casa. Un aggiornamento era ampiamente previsto, ma nell'ordine di un 30% massimo (l'ultimo era parametrato ai valori immobiliari del 1989). L'adeguamento è invece cresciuto di 60 punti base dal 100 al 160%. (fonte la Repubblica).

3) La novità si chiama Imu, che poi si è tradotta nel ritorno dell'Ici sulla prima casa che porterà nelle casse dello Stato fino a 11 miliardi di euro. L'imposta, in vigore da gennaio 2012, è pari al 4 per mille, ma i Comuni potranno ulteriormente elevare la quota del 2 per mille (prima dell'abolizione dell'Ici la media era del 4,8 per mille). (fonte la Repubblica). Secondo Confagricoltura gli effetti più devastanti dell'Imu si stanno ripercuotendo sul settore agricolo, che da solo "sta pagando il 10 per cento della manovra, cioè 2,5 miliardi su 25. E arriva in un momento in cui l’intero settore attraversa una crisi profonda. Il punto dolente, in particolare, è l’applicazione dell’imposta sugli immobili anche sui fabbricati rurali accatastati nonchè l’aumento della base imponibile per i terreni agricoli (circa del 46%, con i coefficienti di calcolo lievitati da 75 a 110)". In pratica, tassate anche le catapecchie e le costruzioni rustiche che i contadini usano "in appoggio" quando vanno a lavorare in campagna.
4) Inizialmente esentata dall'Imu la Chiesa, vi ha posto rimedio in seguito un emendamento al decreto governativo sulle liberalizzazioni (rimangono esenti le attività ecclesiastiche no profit). 
5) Seconde case. Nessuna scalettatura né progressività per le seconde case, si pagherà il 7,6 per mille. Senza sconti, anche se i Comuni avranno la possibilità di alzarla o abbassarla del 3 per mille. Ma non ci sarà spazio per alcuna detrazione. E quindi un'abitazione di media categoria a Milano, come seconda casa, costerà 1.900 euro in più all'anno. A Bologna, 2.050 euro aggiuntivi. A Roma, 1.514 euro. A Bari 1.495 euro. (fonte la Repubblica).
6) Cambia nome la Tarsu, diventa Res ma quella sui rifiuti sempre una tassa rimane. 
7) Diventa strutturale l'agevolazione del 36% (finora sempre in proroga da 10 anni) sulle ristrutturazioni edilizie di abitazioni e viene estesa a edifici non residenziali per le zone colpite da calamità naturali. Le agevolazioni del 55% per l'efficienza energetica dovrebbero essere prorogate al 2014. Il tetto massimo su cui calcolare la detrazione è fissata a 48mila euro, suddiviso in 10 anni. (fonte la Repubblica).

Beh che dire... solo che dinanzi a una patrimoniale al 4% l'aumento dell'imposta sugli affitti tra l'87% e il 161% grida vendetta al cielo!


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