giovedì 11 ottobre 2012

Sicilia, "laboratorio italiano" [edit 27 ottobre: SI VA AL VOTO!]


Lo dicono tutti, la Sicilia è il laboratorio della politica italiana, le novità, le oscillazioni negli scacchieri politici partono tutte da lì. Che vorrà dire, poi...

In ogni caso, il 28 ottobre nell'isola si va a votare per l'elezione del governatore (il precedente, Raffaele Lombardo, è indagato per mafia come il suo predecessore, condannato, Totò Cuffaro) e dei deputati della (costosissima ed elefantiaca) assemblea siciliana.

Andiamo a spulciare le novità del laboratorio. Tutte cose mai viste:  

Giuseppe Arena, candidato Mpa a Messina, condannato dal Tribunale di Catania a 2 anni e 9 mesi e interdizione dai pubblici uffici per falso in bilancio, insieme all'ex sindaco di Catania Scapagnini. Indagato per falso ideologico. Mario Bonomo, candidato Fli a Siracusa, deputato uscente ex Api, indagato per concussione nell'inchiesta sulle mazzette nel fotovoltaico che ha portato all’arresto di Gaspare Vitrano, ex esponente del Pd adesso a giudizio. Mario Briguglio, candidato Grande Sud a Messina, ex sindaco di Scaletta, indagato per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni gravi colpose per l'alluvione messinese del 2009. Giuseppe Buzzanca, candidato Pdl a Messina, ha appena abbandonato, nella qualità di sindaco, il Comune di Messina nel dissesto finanziario, già condannato in via definitiva per peculato d'uso, attualmente indagato per omicidio colposo plurimo, disastro colposo e lesioni gravi colpose per l'alluvione messinese del 2009. Alberto Campagna, candidato Udc a Palermo, da assessore al Personale del sindaco Diego Cammarata, a Palermo, stabilizzò 110 lsu privi di patente assumendoli come autisti Amat, la partecipata pubblica dei trasporti urbani. Il Comune dovette pagare la scuola-guida per tutti. Da presidente del consiglio comunale disse che "se non permettiamo ai consiglieri di posteggiare vicino a Palazzo delle Aquile, alla seduta non partecipa più nessuno". Salvino Caputo, candidato Pdl a Palermo, ex sindaco di Monreale, condannato in appello per abuso d’ufficio ad un anno e cinque mesi di reclusione dalla seconda sezione della Corte di Appello di Palermo. In primo grado era stato condannato anche per il reato di falso ideologico in atto pubblico. Francesco Cascio, candidato Pdl a Palermo, ex assessore alla Sanità e poi all'Edilizia del Comune di Palermo, ex assessore alla Provincia di Palermo, ex assessore al Turismo e poi all'Ambiente con Cuffaro, ex vicepresidente della Regione, presidente uscente dell'Ars, indagato per omissione d'atti d'ufficio, indagato dalla procura di Palermo, insieme ad altri sei ex assessori regionali all'Ambiente e ai due ex presidenti Lombardo e Cuffaro, per non aver adottato le norme europee sull'inquinamento atmosferico. Ha detto di sostenere Musumeci perchè "si vergognerebbe di un presidente cocainomane o omosessuale". Poi ha chiesto scusa. Santino Catalano, candidato Pid a Messina, già deputato, ha patteggiato un anno e undici mesi con la sospensione condizionale per abusivismo edilizio e abuso d'ufficio in concorso. In primo grado era stato condannato a tre anni e sei mesi e all'interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Dichiarato ineleggibile dal tribunale civile, è stato salvato dal voto segreto dei colleghi onorevoli. Paolo Colianni, candidato Mpa a Enna, indagato per abuso edilizio. Roberto Corona, Pdl, arrestato a dicembre nell'ambito di un'inchiesta su polizze fideiussorie false condotta dalla Procura di Roma. Tre mesi fa gli è stato revocato l'obbligo di dimora, andrà a processo il 15 ottobre, tredici giorni prima delle elezioni [ritira la candidatura il 26 settembre su "invito" di Angelino Alfano]. Giovanni Cristaudo, candidato Pdl a Catania, accusato di voto di scambio nell'ambito dell'inchiesta Iblis, assolto in questi giorni. Nell'ultima legistatura di 4 anni e mezzo non ha presentato da primo firmatario nessun disegno di legge, nessuna interrogazione, nessuna mozione. Orazio D'Antoni, candidato Udc a Catania, indagato in concorso con altri 27 politici per falso nei bilanci preventivi 2006 e 2007 del Comune di Catania per aver approvato lo schema di bilancio preventivo "da cui emergevano - scrive il pm Chiavegatti - evidenti falsità anche realizzate mediante omissione". Nino D'Asero, candidato Pdl a Catania, deputato uscente, indagato e archiviato per abuso d’ufficio dalla Procura di Catania nell’inchiesta sulle “promozioni facili” al Comune di Catania che ha procurato un danno patrimoniale di 18 milioni di euro. Cateno De Luca, Partito della Rivoluzione siciliana, indagato per abuso d’ufficio, tentata concussione e falso in atto pubblico, candidato presidente.  

Cateno De Luca durante una protesta all'Ars
Giovanni Di Giacinto, candidato Pd nella lista "Crocetta Presidente" a Palermo, ex sindaco di Casteldaccia, indagato per le presunte irregolarità nell’affidamento ed espletamento, da parte della Esseci, del servizio di riscossione di Tarsu e Ici nel Comune di Casteldaccia. Il pm incaricato ha chiesto l'archiviazione perchè "il fatto non sussiste". Accusato nell'ambito di una vicenda riguardante un appalto per l'illuminazione pubblica da 10 milioni di euro, non risulta indagato. Giovanni detto Roberto Di Mauro, candidato Mpa ad Agrigento, ex assessore regionale all'Ambiente, indagato dalla procura di Palermo, insieme ad altri sei ex assessori regionali all'Ambiente e ai due ex presidenti Lombardo e Cuffaro, per non aver adottato le norme europee sull'inquinamento atmosferico. Nino Dina, candidato Udc a Palermo, all'Ars da 15 anni, indagato e archiviato per associazione mafiosa nell'inchiesta Eos che ha portato Antonello Antinoro alla condanna a 2 anni per voto di scambio. Giuseppe Drago, candidato Pid a Ragusa, nel 1998, allo scadere del suo breve mandato di presidente della Regione Sicilia, svuotò la cassa dei fondi riservati e si portò via 268 milioni di lire. Nel 2009 arriva la condanna per peculato in Cassazione a tre anni di reclusione (coperti dall'indulto) e all'interdizione perpetua dai pubblici uffici (poi ridotta anch'essa a tre anni). Girolamo Fazio, candidato Pdl a Trapani, sindaco dimissionario della stessa città, condannato in primo grado a un anno di interdizione dai pubblici uffici e a sei mesi di reclusione per violenza privata e consumata, assolto per il reato di abuso d'ufficio. In appello nel 2008 confermate sia l'assoluzione sia la condanna. Secondo i giudici, Fazio avrebbe provato a indurre l'allora amministratore delegato dell'Ato rifiuti “Terra dei Fenici”, Vincenzo Sciortino, alle dimissioni, attraverso la minaccia di esautorare dal ruolo di presidente della Sau (l'azienda trasporti trapanese) Vito Dolce, grande amico dello stesso Sciortino. Giuseppe Federico, candidato Mpa a Caltanissetta, deputato uscente, indagato per voto di scambio, avrebbe richiesto e ricevuto l'appoggio del clan Madonia. Marco Forzese, candidato Udc a Catania, ex Mpa, indagato nell’inchiesta sulle promozioni facili al comune di Catania, già condannato dalla Corte dei Conti a risarcire il comune di Catania con 4.850 euro. Anche lui ex assessore di Scapagnini. Elio Galvagno, candidato Pd a Enna, indagato per falso in bilancio nella gestione dell’Ato rifiuti di Enna. Pippo Gennuso, candidato Mpa a Siracusa, indagato per concorso in falso e distruzione e occultamento di documenti pubblici nell'ambito di un'inchiesta sulle autorizzazioni facili per le sale bingo. Pippo Gianni, candidato Pid a Siracusa, arrestato nel 1980, insieme a uomini della cosca dei Raffadali, si è fatto 80 giorni di carcere per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Arrestato nel 1994 per concussione (una tangente da 25 milioni di lire per l'appalto dei lavori nella pineta di Priolo), scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare. Sempre nel 1994 arrestato per concorso in abuso d’ufficio. Avrebbe fatto pressioni sugli enti che erogavano contributi e finanziamenti per aiutare Salvatore Magliocco, segretario nazionale dell’Aias, che gli avrebbe garantito in cambio assunzioni nella sezione siracusana e quindi voti. Scarcerato nel 1995 per non sussistenza del pericolo di reiterazione del reato, visto che l’Aias è in regime commissariale. Nel 1995 indagato per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di turbativa d’asta, concussione, abuso d’ufficio e voto di scambio. Alcuni mesi dopo, indagato ancora per presunte irregolarità nella costruzione di opere pubbliche a Siracusa. Nel 1998 viene condannato in primo grado a tre anni e all'interdizione dai pubblici uffici per rapporti con la mafia, nel 2000 assolto in Cassazione. Nel 1999 il pentito Mannoia dichiara che il medico Pippo Gianni aiutava i mafiosi in galera a ottenere ricoveri d’urgenza con certificati medici falsi: “Ci insegnava a simulare false malattie. Per esempio mangiando banane e pillole di ferro si provocano effetti simili all'ulcera perforata mentre un'iniezione di camomilla provoca febbre e convulsioni”. Sfiorato anche da altre indagini, tra le quali quella sull'uccisione di un imprenditore nel siracusano, è stato anche accusato di essere legato alla famiglia mafiosa dei Lentini. È infine indagato per voto di scambio. Durante un dibattito sulle quote rosa se ne uscì con "le donne non ci devono scassare la minchia". Tecnicamente incensurato. Rossana Interlandi, candidata Fli a Caltanissetta, indagata per omissione d'atti d'ufficio. Lorenzo Italiano, candidato Grande Sud a Messina, ex sindaco di Milazzo, indagato per tentata concussione. Rudy Maira, candidato Pid a Caltanissetta, processato per concorso esterno in associazione mafiosa, assolto nel 2003, indagato a Caltanissetta per associazione a delinquere finalizzata alla gestione di appalti pubblici nell'ambito di un'indagine che ha coinvolto l'ex ministro delle Poste Totò Cardinale (Pd) e Vincenzo Lo Giudice, ex deputato regionale Udc. Fabio Mancuso, candidato Mpa a Catania, ex sindaco di Adrano, all'Ars da 15 anni, in passato indagato per corruzione, concussione e abuso d’ufficio (reati dai quali però è stato assolto "perché il fatto non sussiste") e poi finito agli arresti domiciliari nel dicembre scorso per bancarotta. Salvatore Maugeri, candidato Fli a Catania, indagato per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, truffa e falso in concorso. Giovanni Mauro, inizialmente candidato Grande Sud a Ragusa, condannato e assolto per truffa, condannato e assolto per diffamazione, condannato e assolto per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Si è tolto dalle liste ufficiali per partecipare alle amministrative del capoluogo ibleo. Per non sbagliare i suoi primi manifesti lo sponsorizzavano senza specifiche tecniche sia per l'Assemblea regionale sia per il consiglio comunale: non si sa mai.



Riccardo Minardo, candidato Mpa a Ragusa, arrestato per associazione a delinquere, truffa aggravata e malversazione ai danni dello Stato, anche lui sospeso dall’Ars il 15 aprile 2011, riammesso dopo la scarcerazione. Francesco Mineo, candidato Pdl a Palermo, imputato per intestazione fittizia di beni: pare fosse intestatario di immobili i cui proventi sarebbero stati direttamente gestiti dalla famiglia mafiosa dei Galatolo del quartiere dell’Acquasanta. Indagato anche per usura, concussione, peculato e abuso d'ufficio. L'indagine della Procura di Palermo riguarda una vicenda del 2006, quando Mineo era assessore comunale alla Protezione civile a Palermo, giunta Cammarata (e come ti sbagli?). La proposta in questione prevedeva di affidare ad alcune associazioni la vigilanza nei mercati rionali della città. Ma qualche mese dopo il tg satirico Striscia la notizia scoprì che le sette associazioni coinvolte avevano presentato un unico progetto fotocopia. Martino Morsello, candidato nella lista "De Luca Presidente" del partito della Rivoluzione Siciliana, indagato per bancarotta fraudolenta, falso e truffa. Raffaele Giuseppe Nicotra, candidato Udc a Catania, ex Psi, ex Nuova Sicilia, ex Mpa, ex Pdl, ex sindaco di Aci Catena, comune sciolto per mafia nel 1993 dopo che Nicotra si oppose alla decisione del questore Giuseppe Scavo e del capitano dei carabinieri Giuseppe Arcidiacono di negare i funerali al mafioso Maurizio Faraci (cognato di Sebastiano Sciuto, uno dei "colonnelli" del superboss Nitto Santapaola), rifiutandosi di coprire i manifesti listati a lutto del mafioso ammazzato che tappezzavano il paese e minacciando il capitano Arcidiacono. Rieletto sindaco di Aci Catena qualche anno dopo, è stato membro della Commissione Antimafia nel parlamento regionale, presidente del consorzio che gestisce i beni confiscati alla mafia in provincia di Catania, indagato per voto di scambio nell’inchiesta Euroracket che ha portato nel 2001 a 44 arresti tra le file del clan mafioso Santapaola. Mai condannato. Placido Oteri, candidato Pdl a Messina, condannato in primo grado a sei anni di reclusione per tentata estorsione nell'ambinto dell'inchiesta sulla gestione del patrimonio del costruttore messinese Antonino Marino [il 14 ottobre ha ritirato la sua candidatura. Inserito nelle liste ufficiali, è comunque eleggibile]. Antonio Paladino, candidato per Grande Sud a sostegno di Miccichè Presidente. Ma anche per l'Udc a sostegno di Crocetta Presidente. Primo uno, poi il salto (della quaglia) nell'altro. Stesso manifesto. Stessa foto, stessa giacca, stessa camicia, stessa faccia pingue. Stesso slogan ("Sosteniamo lo sviluppo ed il lavoro", e chi non lo vuole?). Dal manifesto per l'Udc è sparito l'appellativo di "dott.", presente nel manifesto per Grande Sud. Era troppo anche per lui.

  
Mario Parlavecchio, candidato Mpa a Palermo, indagato per omissione d'atti d'ufficio. Francesco Pettinato, candidato Idv a Messina, ex sindaco di Fondachelli Fantina, negli anni '90 arrestato con l'accusa di associazione a delinquere e abuso per aver manovrato le decisioni dell'amministrazione comunale riguardo la costruzione di una strada in prossimità del suo paese, reato prescritto. Repubblica e Il Fatto Quotidiano lo davano indagato per la presunta infiltrazione mafiosa in un appalto per la costruzione di pale eoliche nel comune di Fondachelli [per questo motivo il 15 ottobre ha ritirato la sua candidatura. Inserito nelle liste ufficiali, è comunque eleggibile]. Giuseppe Picciolo, candidato Mpa a Messina, indagato per simulazione di reato e calunnia aggravata: avrebbe spedito lettere anonime che parlavano di presunti illeciti nella gestione dei rifiuti di Messina. Gianni Pompeo, candidato Udc a Trapani, ex sindaco di Castelvetrano, indagato per abuso d'ufficio per una vicenda legata all'affidamento diretto dei servizi di trasmissione delle sedute del Consiglio a una emittente locale e salvato da un "non luogo a procedere". Il 16 ottobre, a 12 giorni dal voto, è rinviato a giudizio ancora per abuso d'ufficio dopo una denuncia dell'ex comandante dei vigili urbani di Castelvetrano, Simone Marcello Caradonna, a cui, nel 2009, l'allora sindaco Pompeo, dopo averlo nominato, revocò l'incarico. Antonino o Nino Reitano, candidato Fli a Messina, ex consigliere provinciale, ex vicesindaco e assessore di San Fratello, indagato per voto di scambio: avrebbe pagato 500 euro “per le spese” ed altri 70 euro per ogni singolo voto di preferenza riportato alle ultime elezioni amministrative di Sant’Agata Militello. Domenico Rotella, candidato Pid a Catania, condannato a due anni e 3 mesi per abuso d'ufficio. Ex assessore all'Ambiente alla Provincia di Catania, ex deputato regionale, ex assessore al turismo con Cuffaro. Giuseppe Spata, candidato Udc a Palermo, dirigente dell'Ufficio di staff al Comune di Palermo, condannato nel 2011 per abuso d'ufficio, pena sospesa. Antonino Sinatra in realtà non è candidato: la Corte d'Appello di Palermo lo ha escluso dalle prossime elezioni perchè si era presentato in due liste avversarie, Grande Sud a sostegno di Gianfranco Miccichè e Pid a sostegno di Nello Musumeci. Il livello superiore del bipartisan. Pippo Sorbello, candidato Udc a Siracusa, ex assessore all'Ambiente con Lombardo, ex sindaco di Melilli (Siracusa), indagato e poi uscito da un'inchiesta per voto di scambio, nel novembre 2011 condannato in primo grado dal tribunale di Siracusa a quattro mesi di reclusione e all’interdizione dai pubblici uffici per abuso d'ufficio per la pubblicazione di materiale elettorale finanziato con fondi pubblici. Indagato dalla procura di Palermo, insieme ad altri sei ex assessori regionali all'Ambiente e ai due ex presidenti Lombardo e Cuffaro, per non aver adottato le norme europee sull'inquinamento atmosferico. Giacomo Scala, candidato Pd a Trapani, ex sindaco di Alcamo e presidente di Anci Sicilia, indagato per abuso d'ufficio e falso. La prossima udienza è prevista per il 15 ottobre, mentre il 29 dello stesso mese (il giorno dopo le elezioni) i giudici si ritireranno in camera di consiglio per la sentenza [il 26 settembre Rosario Crocetta annuncia l'esclusione di Scala dalla sua lista, ma è comunque candidato].


Sono tutti candidati per le elezioni del 28 ottobre. 

Da Fiorito alla Regione Lombardia, è un'Italia unita.  
 

Un grazie a Salvo Grillo e alle sue "Pecore sicule".


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