domenica 6 maggio 2012

Sprechi

Vogliamo contribuire anche noi all'elenco degli sprechi che il nostro caro Governo ci ha chiesto di segnalare, inserendo sul sito governativo una serie di link su quanto è stato fatto (poco) e quanto si può/deve fare (relativamente molto, concretamente poco)?
  • In termini di "definizione del tetto massimo retributivo annuo dei manager pubblici", dicono ad esempio che "il tetto, pari alla retribuzione del Primo Presidente della Corte di Cassazione, che nell’anno 2011 è stata di Euro 304.951,95, riguarda tutti coloro che hanno un rapporto di lavoro (subordinato o autonomo) con le amministrazioni pubbliche statali, comprese le Autorità indipendenti". Ma 304.951,95 euro sono ben 25.412,6625 euro al mese al netto delle tasse. Più che un tetto è un soppalco. Si dovrebbe fare di più, ma non c'è la volontà
  • Dicono che "non è più consentita la cumulabilità tra retribuzioni. Chi svolge un secondo incarico, scegliendo di mantenere la retribuzione dell’amministrazione di provenienza, può percepire un incremento retributivo non superiore al 25%. Anche in questo caso il cumulo non consente di superare il tetto massimo individuato". E chi hanno assunto, infatti, per provvedere ai tagli ai finanziamenti pubblici ai partiti? Giuliano Amato, 22.044 euro di pensione Inpdap, 9.363 euro di stipendio parlamentare, presidente dell'enciclopedia Treccani, presidente dell’Advisory Board della Fondazione Italiani Europei, Senior Advisor della Deutsch Bank (ah, questi tedeschi...), presidente del comitato dei Garanti per i 150 anni dell'Unità d'Italia, presidente della Fondazione Ildebrando Imberciadori, presidente della Scuola Superiore di Sant'Anna, ma soprattutto vicesegretario e consulente economico del PSI di Bettino Craxi ai tempi delle tangenti (dello stesso Craxi fu sottosegretario alla presidenza del Consiglio) e, in qualità di presidente del Consiglio nel 1992-1993, ideatore del prelievo forzoso del 6 per mille sui conti correnti dei cittadini e promotore, insieme al suo Ministro della Giustizia Conso, del decreto salva-ladri che all'indomani di Tangentopoli depenalizzava il finanziamento illecito ai partiti, decreto giustamente stracciato da un indignato Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Ecco, a costui (1.034,8 euro al giorno fra stipendi e pensioni), viene affidato il taglio ai finanziamenti pubblici ai partiti, peraltro aboliti per referendum popolare nel 1993 (è sempre bene ricordarlo) e reintrodotti come "rimborsi" pochi mesi dopo.
  • Dicono che hanno tagliato addirittura del 13% le auto blu. Uao, com-pli-men-to-ni! Considerate che in Italia ce n'erano oltre 65mila mentre, secondo Mario Giordano, in tutta l'Inghilterra grossomodo meno di 200.
  • Dicono che devono tagliare (non sarebbe meglio evitarne del tutto l'acquisto?) 'sti benedetti 131 F-35. Per adesso, sono ancora là. In attesa.
  • Notizie positive: "Sempre al fine di perseguire il contenimento della spesa, Salva Italia ha previsto la riduzione del numero di componenti delle Autorità indipendenti. La riduzione ha riguardato: Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (da 8 a 4 componenti); Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (da 7 a 3); Autorità per l’energia elettrica e il gas (da 5 a 3); Autorità garante della concorrenza (da 5 a 3); CONSOB (da 5 a 3); Consiglio dell’ISVAP (da 6 a 3); Commissione per la vigilanza sui fondi pensione (da 5 a 3); CIVIT (da 5 a 3); Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali (da 9 a 5)"; "Il Governo ha dettato nuovi criteri per i voli di Stato Il risparmio di spese, a seguito della contrazione delle ore/volo pari al 92 per cento, comporta un risparmio, su base annua, di 23,5 milioni di euro". Certo, sono cifre irrisorie, ma tant'è.
  • Dicono che "con il decreto Salva Italia sono stati ridotti i costi degli apparati pubblici. In particolare sono stati soppressi: "L’INPDAP e l’ENPALS e le relative funzioni sono state attribuite all’INPS"; L’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania (EIPLI). Tutte le funzioni sono state attribuite alle Regioni interessate; L’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua; L’Agenzia per la sicurezza nucleare; L’Agenzia nazionale di regolamentazione del settore postale; La Commissione Nazionale per la vigilanza sulle Risorse Idriche". Interessante soprattutto la soppressione dell'INPDAP (l'istituo di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica) e dell'ENPALS (l'ente di previdenza per i lavoratori dello spettacolo), perchè lì si nasconde la magagna delle ricongiunzioni onerose (a parte il pasticciaccio brutto degli esodati, ma questa è un'altra questione): per le ricongiunzioni e le gestioni separate i contribuenti si son visti recapitare dall'Inps cartelle esattoriali che viaggiano dai 50mila ai 600mila euro:
 


Sarebbe così difficile abrogare questi oneri (che in buona sostanza consistono nel far pagare per due volte e in misura salatissima lo stesso contributo), che la Fornero - ovviamente - definisce equi?

La guerra in Abissinia: la paghiamo ancora!
    • Il cosiddetto "risparmio" derivante dalla riformona della Protezione Civile deriva in realtà dall'ennesimo aumento delle accise sulla benzina, dunque a danno dei cittadini. Accise per le calamità che si aggiungono (ricordiamole) alle seguenti: 
    • 0,001 euro per la guerra di Abissinia del 1935; 
    • 0,007 euro per la crisi di Suez del 1956; 
    • 0,005 euro per il disastro del Vajont del 1963; 
    • 0,005 euro per l’alluvione di Firenze del 1966; 
    • 0,005 euro per il terremoto del Belice del 1968; 
    • 0,051 euro per il terremoto del Friuli del 1976; 
    • 0,039 euro per il terremoto dell’Irpinia del 1980; 
    • 0,106 euro per la missione in Libano del 1983; 
    • 0,011 euro per la missione in Bosnia del 1996; 
    • 0,020 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004; 
    • da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011; 
    • 0,040 euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011; 
    • Dicono che hanno "abolito le giunte provinciali. Restano solo il Presidente e il Consiglio provinciale" e che è stato ridotto "il numero dei componenti del consiglio, le cui modalità di elezione (indiretta) sono demandate, alla stregua delle elezioni del Presidente della Provincia, ad una legge dello Stato". Occorre, dunque, una legge costituzionale, laddove tuttavia non c'è nè l'interesse nè probabilmente la maggioranza per poterla promulgare. E soprattutto le province non vanno "ridotte" ma abolite, perchè, semplicemente, non hanno senso. E con esse il proliferare dei comuni, soprattutto di certe municipalità montane che potrebbero benissimo essere accorpate.
    • A ben guardare, dunque, nonostante la buona volontà mostrata, anche nel tentativo di fare i tagli il ceppo su cui cala la scure del governo è ancora e sempre costituita dal collo della gente. Quello che conta è che essi possano continuare a prendere appunti su metodi vessativi sempre nuovi sulle loro agendine governative in pelle umana, come riportato da Libero: "Palazzo Madama ha pubblicato un bando per la fornitura di ben 5mila e 200 agende da tavolo e 16mila e 800 tascabili per 315 senatori. Conti alla mano, ogni eletto ne avrà a disposizione circa una settantina. Il costo? 950mila euro, più Iva. Ma non è tutto. A questo si aggiunge anche il bando triennale, concluso lo scorso dicembre, per confezionare le agende degli onorevoli seduti a Montecitorio: oltre 3 milioni di euro, più Iva per produrre 32mila e 800 agende per 630 deputati, ovvero 52 a testa. Ma nella serata di mercoledì arriva la precisazione dell’ufficio stampa della Camera sul numero di agendine realizzate che “per l’edizione 2012 sono state 21mila e non 32mila e 800 (allora sì che va bene! ndr), per una spesa complessiva, al netto dei ricavi delle vendite, pari a 107mila euro”. 
    • O, forse, si potrebbe chiedere ai lor signori senatori di non spendere più di 10 euro al giorno in fotocopie, se è vero com'è vero che "Palazzo Madama appalta il centro di riproduzione digitale della fornitura in noleggio di macchine digitali da ufficio multifunzione e relativa manutenzione e assistenza. Insomma, fotocopie e fotocopiatrici, stampanti, toner. Carta esclusa. La cifra prevista? Tre milioni e mezzo di euro per 60 mesi, cioè 700 mila euro all'anno. Il che significa poco meno di 60 mila euro al mese.  Nell'ultimo bilancio la spesa sfiorava i 10 milioni di euro nella quale però erano comprese tutte le dotazioni tecnologiche. Ora, in questo momento di tagli agli sprechi, magari i senatori potrebbero cedere almeno sulle fotocopie per le quali, al momento, ogni onorevole spende ben 10 euro al giorno (sempre senza carta). Facendo due conti si parla ogni anno di 20 milioni di pagine stampate in bianco e nero e 1 milione a colori (fonte: Lettera43).


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