mercoledì 23 maggio 2012

La verità, oggi

Mentre scrivo ricorrono le commemorazioni per il ventennale della Strage di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Oggi sappiamo che Cosa Nostra e la 'ndrangheta (fornitrice della carica di 500 kg di tritolo che squarciò quel tratto di autostrada) agirono nella zona grigia della connivenza, quella in cui si allungano tutt'oggi le ombre di servizi segreti deviati e di pezzi di Stato collusi. Con il presente post non si vuole evidentemente associare quella stagione stragistica all'attuale crisi politica, adombrando una responsabilità diretta dei politici attualmente in carica. Tuttavia, se a livello istituzionale qualcuno sapeva e non ha parlato e/o, ancor più gravemente, se qualcuno ha agito di concerto con l'opera mafiosa, ancor di più in questi momenti ci risulta intollerabile che in un qualunque luogo e in una qualunque sede istituzionale uomini politici direttamente o indirettamente coinvolti in una qualsiasi attività criminosa o criminogena (stanti i tre gradi di giudizio che la nostra Costituzione garantisce) continuino a presiedere alle loro funzioni e a scaldare i loro scranni. Lungi da me ritenere ingenuamente che basti auspicare qualcosa perchè questa si realizzi. Oggi come oggi, perfino promuovere la speranza di un cambiamento è diventato esercizio ambizioso e intricato. Ma che almeno se ne parli.  

Il presidente del Consiglio sig. dott. Mario Monti oggi ci viene a dire che "l'unica ragion di Stato è la verità", proprio lui che in virtù delle sue prerogative presidenziali (chi ne sa di diritto mi corregga se sbaglio) potrebbe far luce sui tanti misteri d'Italia scoperchiando il vaso di Pandora dei segreti di Stato. Sono ad esempio secretate dagli omissis le stragi di Portella della Ginestra, della stazione di Bologna, dell'Italicus e di Ustica, il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro, il rapimento dell'imam Abu Omar, il caso Toni-De Palo, gli omicidi di Nino Agostino e Emanuele Piazza, perfino i lavori che B. ha fatto eseguire a Villa Certosa (eh??). Sono ancora avvolti nel mistero gli omicidi di Falcone e Borsellino, la stagione della trattativa e degli attentati del '93, la sparizione dell'agenda rossa, le stragi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia, gli affari Calvi e Sindona, l'attentato a Mattei e tanti altri casi rossi di sangue. Quando mai ce l'hanno detta la verità su tutto questo?

Noi chiediamo con la testardaggine di chi vuol dir la propria e con l'urticante dubbio di chi dispera di ottenere un qualsivoglia riscontro che sia fatta giustizia di 66 anni di contraddizioni. Nel farlo non ci sentiamo di fare retorica complottista e non dimentichiamo che l'Italia è anche altro: ricordiamo però quello che ci sembra necessario perchè questo disgraziato e dissennato paese possa in futuro conoscere un grado di più limpida civiltà. Proprio nel mese corrente ricorre un altro anniversario, quello della prima strage dell'Italia repubblicana, che colpì la Sicilia in occasione della Festa dei lavoratori nel maggio del 1947. Ovviamente mi riferisco a Portella della Ginestra: ancora oggi ne conosciamo soltanto gli esecutori materiali e non i mandanti. Falcone è morto anche perchè tentava di far combaciare pochi dei milioni di tasselli che compongono il mosaico nero della nostra storia recente. 

Noi esortiamo ciascun cittadino a ricordare e a porsi e porre domande. Lo facciamo ingenuamente, alla luce delle ennesime e vane parole di commosso e posticcio ricordo che a larghe tese sono sparse ovunque e comunque su tutti i mezzi di comunicazione, parole pronunciate da una classe politica distante come mai prima d'ora dalla più vaga idea di coerenza e limpidezza.

Altrimenti a che serve commemorare, che speranza affidiamo ai ragazzi giunti a Palermo da ogni parte d'Italia?


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