giovedì 31 maggio 2012

Chi li ha visti? [edit del 31 maggio]

A proposito dell'immobilismo assoluto dei tre supercommissari ai tagli agli sprechi, Bondi, Giavazzi e Amato, di cui non conosciamo nè tempi (prima erano due settimane, ora entro giugno) nè modalità di intervento (ne abbiamo parlato qui), un illuminante pezzo di Filippo Conti per Lettera43 ci racconta la "scomparsa" di Giavazzi, commissario per il Ministero dell'Economia e per quello dello Sviluppo Economico. Una scomparsa voluta, a quanto pare, dall'ex banchiere Passera, titolare del dicastero dello Sviluppo, il quale non accetta di vedersi scavalcare nel suo ruolo e nelle sue funzioni da un tecnico di nomina governativa. E così, allo stato attuale delle cose Giavazzi guadagna ma non lavora (o viene quantomeno ostacolato nell'esercizio delle sue manzioni). 
Ricordiamo che Giarda e Bondi hanno rispettivamente annunciato tagli per 100 e 4,5 miliardi di euro (ma non si sa quando) e che la leggina sui finanziamenti pubblici ai partiti ha partorito una gattopardesca soluzione che tutto cambia per non cambiare niente (sempre qui). 
 
Ma ecco alcuni passaggi dell'articolo di Conti: 

"L’ex amministratore delegato di Banca Intesa, infatti, non si è fatto commissariare dall’economista-editorialista del Corriere della Sera chiamato circa un mese da Mario Monti come consulente del governo, a titolo gratuito, «per fornire al presidente del Consiglio, al ministero dell’Economia e a quello dello Sviluppo analisi e raccomandazioni sul tema dei contributi pubblici alle imprese»."
[...]
"L’incarico a Giavazzi, però, aveva destato un certo scalpore. Perché l’economista, assieme ad Alberto Alesina, sulle colonne del quotidiano di via Solferino in questi mesi non ha risparmiato critiche all’esecutivo del Professore, bacchettandolo spesso per la mancanza di coraggio sulle riforme e per l’aumento smisurato della pressione fiscale.
IL «NEMICO» ALLEATO. Così quella nomina sembrava rispondere alla massima: se non puoi battere il tuo nemico, conviene fartelo alleato. E agli osservatori era sembrata una mossa per arruolare nell’esecutivo proprio uno dei maggiori critici. Tanto che qualcuno si è chiesto: ora cosa farà Giavazzi, smetterà di attaccare il governo?
L'ULTIMO AFFONDO DAL CORSERA. Così non è stato. Basti vedere l’editoriale del 3 maggio fortemente critico nei confronti proprio della spending review dal titolo emblematico, Buone intenzioni e acqua fresca, dove Giavazzi e Alesina sostenevano che «l’analisi e revisione della spesa pubblica ha partorito un timido topolino, un risultato quasi imbarazzante per il governo."
[...]
"Una volta archiviata l'ascia di guerra con Monti, chi ha però iniziato subito una lotta sotterranea con l’economista è stato il ministro Passera, che ha vissuto la nomina come un commissariamento da parte di Monti.
E questo era forse il secondo obiettivo del premier: mettere sotto tutela un ministro che finora, sul tema della crescita, non ha prodotto granché.

SCINTILLE TRA IL BANCHIERE E IL PROF. Così da quel momento i rapporti tra l’ex banchiere e il presidente del Consiglio si sono ulteriormente raffreddati, per non dire di peggio.
Il riordino degli incentivi pubblici alle imprese, infatti, è materia di Passera. Il quale non ha pensato nemmeno per un minuto di farsela scippare.
Così, come ha svelato anche il sito Il retroscena, il ministro si è dato da fare per isolare completamente l’economista e non fargli toccare palla. Il decreto sul riordino degli incentivi era già allo studio degli uffici di Passera: in questo mese è stato messo a punto e presentato a Monti e dovrebbe vedere presto la luce in Consiglio dei ministri, all’interno del decreto sviluppo.
GIAVAZZI, CHI L'HA VISTO? Tutto senza che Giavazzi sia mai stato consultato. Nei palazzi romani, infatti, l’economista non si è mai visto. «Passera non ha affatto gradito quella nomina, tanto che subito dopo ha avuto una telefonata piuttosto tempestosa con il premier. Ma forse era quello che gli ci voleva, perché da quel momento, forse sentendosi sotto osservazione, si è dato molto da fare. Ora però toccherà a Monti gestire una situazione paradossale che vede Passera e Giavazzi convivere come separati in casa», racconta a Lettera43.it un autorevole esponente del governo".

Resta dunque la domanda: cosa stanno facendo i tre commissari? Ci resta una sola consolazione: dei tre, solamente Bondi viene pagato dal Governo. Amato e Giavazzi, infatti, stanno offrendo la propria competenza a titolo gratuito

fonte: Lettera43


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