mercoledì 14 marzo 2012

L'Italia si è salvata? - Gli interventi sulle nostre case

1) L'imposta sulla proprietà delle case ad affitto libero subisce un aumento tra l'87% e il 161% mentre per i contratti a canone concordato il balzo in alto della tassazione comunale sarà pesantissimo e andare da un minimo del 204% ad un tetto del 324%. Un colpo durissimo sia sui proprietari, che hanno visto quanto meno raddoppiare l'imposta, sia sugli affittuari che al rinnovo del proprio contratto si vedranno richiedere dai proprietari un aumento consistente del canone.
L'eliminazione del taglio dell'aliquota ordinaria dell'Imu al 50%, prevista in precedenza dalle norme sul federalismo, metterà gli immobili in affitto di fronte ad una dura realtà: ovvero il pagamento in toto dell'aliquota ordinaria del 7,6 per mille, fatta salva la facoltà per i Comuni di ridurre questa aliquota fino al 4 per mille e la possibilità di aumentarla fino al 3 per mille.
Ecco una fotografia del "prima" e del "dopo" Imu: oggi un immobile residenziale con un contratto a canone libero del valore catastale di 100.000 euro (comprensivo della rivalutazione della rendita del 5%), con un'aliquota Ici del 6,5 per mille, paga un'imposta di 650 euro. Per il medesimo immobile con un valore catastale maggiorato del 60%, applicando l'aliquota Imu ordinaria del 7,6 per mille il proprietario dovrà pagare un'imposta di 1.216 euro. In pratica, un incremento di 566 euro (+ 87%). Se poi il comune ricorrerà alla possibilità di applicare la maggiorazione massima del 3 per mille, l'imposta dovuta dal locatore risulterà di 1.696 euro registrando, così, un aumento di 1.046 euro (+ 161%). (fonte la Repubblica).
2) La vera stangata arriva dalle rendite catastali: il valore è attribuito all'immobile in base alla sua consistenza (numero di vani, superficie, volumetria) e su questo valore vengono calcolate tutte le imposte relative alla casa. Un aggiornamento era ampiamente previsto, ma nell'ordine di un 30% massimo (l'ultimo era parametrato ai valori immobiliari del 1989). L'adeguamento è invece cresciuto di 60 punti base dal 100 al 160%. (fonte la Repubblica).

3) La novità si chiama Imu, che poi si è tradotta nel ritorno dell'Ici sulla prima casa che porterà nelle casse dello Stato fino a 11 miliardi di euro. L'imposta, in vigore da gennaio 2012, è pari al 4 per mille, ma i Comuni potranno ulteriormente elevare la quota del 2 per mille (prima dell'abolizione dell'Ici la media era del 4,8 per mille). (fonte la Repubblica). Secondo Confagricoltura gli effetti più devastanti dell'Imu si stanno ripercuotendo sul settore agricolo, che da solo "sta pagando il 10 per cento della manovra, cioè 2,5 miliardi su 25. E arriva in un momento in cui l’intero settore attraversa una crisi profonda. Il punto dolente, in particolare, è l’applicazione dell’imposta sugli immobili anche sui fabbricati rurali accatastati nonchè l’aumento della base imponibile per i terreni agricoli (circa del 46%, con i coefficienti di calcolo lievitati da 75 a 110)". In pratica, tassate anche le catapecchie e le costruzioni rustiche che i contadini usano "in appoggio" quando vanno a lavorare in campagna.
4) Inizialmente esentata dall'Imu la Chiesa, vi ha posto rimedio in seguito un emendamento al decreto governativo sulle liberalizzazioni (rimangono esenti le attività ecclesiastiche no profit). 
5) Seconde case. Nessuna scalettatura né progressività per le seconde case, si pagherà il 7,6 per mille. Senza sconti, anche se i Comuni avranno la possibilità di alzarla o abbassarla del 3 per mille. Ma non ci sarà spazio per alcuna detrazione. E quindi un'abitazione di media categoria a Milano, come seconda casa, costerà 1.900 euro in più all'anno. A Bologna, 2.050 euro aggiuntivi. A Roma, 1.514 euro. A Bari 1.495 euro. (fonte la Repubblica).
6) Cambia nome la Tarsu, diventa Res ma quella sui rifiuti sempre una tassa rimane. 
7) Diventa strutturale l'agevolazione del 36% (finora sempre in proroga da 10 anni) sulle ristrutturazioni edilizie di abitazioni e viene estesa a edifici non residenziali per le zone colpite da calamità naturali. Le agevolazioni del 55% per l'efficienza energetica dovrebbero essere prorogate al 2014. Il tetto massimo su cui calcolare la detrazione è fissata a 48mila euro, suddiviso in 10 anni. (fonte la Repubblica).

Beh che dire... solo che dinanzi a una patrimoniale al 4% l'aumento dell'imposta sugli affitti tra l'87% e il 161% grida vendetta al cielo!


Condividi questo articolo

share su Facebook Twitter Condividi su Buzz Condividi su Reddit Condividi su MySpace vota su OKNotizie salva su Segnalo vota su Diggita Condividi su Meemi segnala su Technotizie vota su Wikio vota su Fai Informazione vota su SEOTribu Add To Del.icio.us Digg This Fav This With Technorati segnala su ziczac Condividi su FriendFeed Stumble Upon Toolbar post<li>

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...