lunedì 31 ottobre 2011

È appena finita, è appena cominciata

Eccola, la grande opera che servirebbe davvero al nostro paese: è, per dirla con le parole di Massimo Gramellini a Che tempo che fa, "l'insieme di tutte le tante, piccole opere che devono rimettere in sicurezza questo nostro territorio dissestato".
Il dissesto idreogeolico provocato dalla cementificazione selvaggia (li abbiamo già nominati in questo post, ma vogliamo citare nuovamente i due ambientalisti Tozzi e Mercalli perchè vale la pena leggere cosa hanno da dire in proposito) si è manifestato in Liguria in tutta la sua distruttiva consequenzialità.Troppi alberi abbattuti, troppo cemento, e tutto rimane in bilico, precario. 

Com'era

La precarietà è il motore economico, politico e sociale del nostro paese, oggi. Dopo e soltanto dopo che i disastri ci hanno schiacciati e derubati, si va in cerca dei colpevoli, si grida allo scandalo, si promettono "nuove severissime norme", in genere accompagnate dalla nomina di ennesimi "ufficiali, ispettori, osservatori, ecc." lautamente stipendiati "perchè non succeda mai più". Prima e durante si era andati avanti con le mozioni stagionali, con le norme transitorie, con i decreti, con gli "speriamo che non piova troppo forte che già l'anno scorso l'abbiamo scampata bella". 

Purtroppo, però, può capitare che non la scampi. E allora si avvia l'economia della catastrofe, come l'ha egregiamente definita qualche giorno fa in un suo post il giornalista di Repubblica Antonello Caporale: lo speculatore specula, l'imprenditore gongola, ricostruisce e a volte ride, il politico promuove, assicura e si commuove. E la Protezione Civile? Lo Stato? Sappiamo tutti com'è finita, l'ultima volta, a L'Aquila. 
Già adesso è pronta un'altra Liguria, un'altra tragedia. A Bologna la Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo: la costruzione della Variante di Valico sulla Bologna-Firenze sta facendo letteralmente franare un intero paese. Proprio così: il paese di Ripoli-Santa Maria Maddalena sta precipitando a valle in direzione dell'autostrada. Guardate il video:


In Liguria le alluvioni ottobrine ci sono state ogni anno, com'è successo adesso poteva succedere uno, due, cinque, dieci anni fa. Si sapeva. Franco Manzitti di Blitz Quotidiano: L’alluvione è in agguato sul tetto dell’Appennino ogni fine estate, ogni autunno e se questa che tiene in ginocchio La Spezia è forse la più dura, dopo il fatidico 1970, le cronache ne contano tante altre, almeno una per anno con le sue distruzioni e i suoi morti. In questi anni la prevenzione è andata indietro e non avanti: la montagna è sempre stata più abbandonata, meno curata e così non ha più trattenuto l’acqua ma l’ha sparata a valle come è successo a Brugnato e Borghetto Vara e l’ha sbattuto negli alvei dei torrenti e dei fiumi gonfiandoli a dismisura tra gli argini stretti. Gli argini, gli alvei sono diventati spesso foreste amazzoniche, di alberi e cespugli che al primo colpo d’acqua hanno ostruito i corsi, trasformandoli, gonfiati da piogge monsoniche, in bombe a tempo.  

Sull'Autostrada del Sole, intanto, un intero paese espropriato ai suoi abitanti si muove da solo, cammina. Le emergenze morfologiche sono talmente tante che non si riescono a contare e nella maggior parte dei casi passano per le nostre mani complici o colpevolmente indifferenti. 
Tutto passa, tutto è già passato. 
Sic transit gloria mundi.


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domenica 30 ottobre 2011

Editoria: addio al libero mercato


È ora al vaglio del presidente Napolitano la legge che limita gli sconti sui libri, approvata il 20 luglio dal Senato con il consenso quasi unanime delle forze politiche (unici astenuti due radicali). (Qui il testo della legge)
Si tratta di un cambiamento molto importante, che regolamenta la vendita dei libri al consumatore finale, effettuata «da chiunque e con qualsiasi modalità », ivi compresa la cessione tramite corrispondenza e internet.
In generale, rispetto al prezzo di copertina stabilito dall’editore, viene permesso uno sconto massimo del 15%, mentre promozioni superiori, considerate del tutto eccezionali, possono essere praticate fino al 25% per un periodo massimo di un mese (escluso dicembre) e fino al 20% in fiere e manifestazioni internazionali. Sconti liberi invece per libri antichi, rari, usati, fuori catalogo o pubblicati da almeno 20 mesi.
Nelle intenzioni del legislatore il provvedimento dovrebbe risollevare le sorti dell’editoria italiana, da tempo in forte crisi, ma in realtà sono molti i punti contestabili, che non hanno mancato di suscitare accese polemiche.
In primo luogo per effetto della legge il mercato dei libri viene sottoposto a interessi e vincoli che nulla hanno a che fare con la lettura e la cultura in sé. Il prezzo dei libri non viene più stabilito dal principio della libera concorrenza, ma imposto dall’alto in modo anacronisticamente rigido. Viene così clamorosamente leso il principio di libera iniziativa economica con una norma sostanzialmente anticostituzionale.
Senza pensare poi che l’equazione “meno libri = più cultura” è assolutamente inverosimile. Con l’aumento dai prezzi diminuiranno le vendite e la diffusione dei libri, in barba alle finalità di protezione del "pluralismo dell'informazione" e di "diffusione della cultura" sbandierati dai promotori della normativa.
E ad esserne danneggiati non saranno solo i singoli lettori, che non avranno più sconti importanti, ma anche i piccoli editori e librai. Questi infatti, solo apparentemente beneficiati dalla legge, rischiano invece di divenire più vulnerabili, in quanto sopravvivono grazie alla possibilità di immaginare strategie di mercato diverse, parallele e alternative.
Si pensi ad esempio alle promozioni attuate in occasione di qualche evento o anniversario, alle misure di fidelizzazione di clienti affezionati, ai vantaggi offerti dal commercio elettronico, insomma a tutti quei modi che permettono di concepire un mercato libero e atipico.
Che dire poi della biblioteche, private della possibilità di ampliare le proprie acquisizioni e fare fronte alle richieste degli utenti, sempre più pressanti e varie con l’acutizzarsi della crisi economica.
Inoltre, fatta la legge, trovato l'inganno.
Qualsiasi venditore potrà registrare un dominio Internet in uno stato straniero e vendere a sconti liberi la produzione italiana.
A meno che non si pensi di far controllare dalla polizia postale tutti i pacchi contenenti libri per verificarne il prezzo, fermare una tale pratica sarà impossibile. Anzi, se qualcuno provasse a fare questo, contravverrebbe al Trattato Ue, che proibisce ogni restrizione al libero scambio tra gli Stati membri.


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giovedì 27 ottobre 2011

Questione di priorità


Il pezzo dell'ultima puntata di Report sul Tav

Lo striscione apparso ieri sulla Gradinata Nord dello stadio Marassi durante la partita di calcio Genoa-Roma

Gianfranco Morgando, Segretario Regionale PD Piemonte, e Paola Bragantini, Segretario Provinciale PD Torino, così si esprimevano prima della manifestazione NO-TAV di domenica, una pacifica marcia di 10 mila persone:
La manifestazione prevista per domenica a Chiomonte sta assumendo contorni sempre più preoccupanti ed inquietanti. Le modalità della sua organizzazione e gli obiettivi che la stanno caratterizzando confermano l’opinione che abbiamo più volte espresso, e cioè che la guida del movimento è stata assunta dalle componenti più estremiste, che giustificano pubblicamente l’uso della violenza, e che riconoscono un ruolo ai capi di organizzazioni eversive che teorizzano l’illegalità. [...] L’invito dei dirigenti valsusini del PD, che condividiamo e facciamo nostro, a non partecipare alla manifestazione di domenica, assume quindi un significato che va al di là della preoccupazione per il rischio di prevedibili violenze; implica anche un giudizio sull’evoluzione del movimento, il rifiuto del clima di paura che si sta instaurando in Valle di Susa, la volontà di collocare il confronto non sul piano della forza e dello scontro ma su quello della discussione e del dialogo. Per questo consideriamo dirimente per gli iscritti al Pd la non partecipazione alla manifestazione di domenica. 

Ci dicano, lor signori, se considerano dirimente (tra l'altro un participio aggettivale qui utilizzato impropriamente, ma fa niente), o meglio intollerabile, che da 50 anni l'edilizia selvaggia abbia brutalizzato la morfologia del nostro paese. Il TAV costa 23 miliardi di euro. Questione di priorità.
                    


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Un forte abbraccio

La presentazione della lettera del governo italiano all'Unione Europea. Herman è Herman Rompuy, Presidente del Consiglio Europeo. Josè Manuel è Barroso, Presidente della Commissione Europea.
Qui trovate il testo integrale di questa meravigliosa lettera, carica di affetto e buoni propositi. Ecco alcune passaggi significativi.

"Entro maggio 2012 l’esecutivo approverà una riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; b. più stringenti condizioni nell’uso dei “contratti para-subordinati” dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato". = LICENZIAMENTI PIÙ FACILI

[...]
Contestualmente all’entrata in vigore della legge costituzionale recante l’abolizione e la razionalizzazione delle province è prevista l’approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei ruoli delle regioni e dei comuni. = MA QUINDI LE RAZIONALIZZATE O LE ABOLITE? BOH.
[...]
Proseguendo sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della litigiosità e la prevenzione del contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un gruppo tecnico che individui situazioni a forte incidenza di litigiosità e proponga specifici interventi di contrasto). Entro il 30 aprile 2012 verrà completato il progetto in corso presso il Ministero della Giustizia per la creazione di una banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari. Verranno rafforzati i meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011. L’obiettivo è quello della riduzione della durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni. = CHIARO? NON VA COMBATTUTO IL CRIMINE MA PREVENUTO IL PROCESSO! COME? LA PRESCRIZIONE BREVE PER SALVARSI LUI E IL PROCESSO BREVE PER SALVARE I SUOI COMPARI.

[...]
Il Governo è impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune opere immediatamente cantierabili, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno beneficiare, a titolo di contributo al finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei concessionari dell’opera stessa. Inoltre sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei progetti da parte del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle PMI un accesso facilitato. = IL TAV, IL PONTE SULLO STRETTO, MAGARI UN TUNNEL PER NEUTRINI. Nel frattempo la Liguaria implode su se stessa a causa del maltempo. Il dissesto idrogeologico non è una priorità cantierabile in questo paese. Ora partirà la solita inchiesta e si scoprirà che si è costruito dove/come non si poteva costruire. 
Qui trovate un parere diverso espresso dai due ambientalisti Tozzi e Mercalli su quanto sta accadendo in Liguria.

Due disegni di legge (all’esame del Parlamento) di riforma complessiva dell’organizzazione dei vertici delle istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari, all’abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi decisionali e al rafforzamento del ruolo dell’esecutivo e della maggioranza. = ALTRE FAVOLE + L'INCUBO DI MAGGIORI POTERI AL PREMIER E AI SUOI MINISTRI.

[...]
Grazie al meccanismo di aggancio dell’età pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sarà pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026. = CAPITO? LORO IN PENSIONE IN POCHI ANNI (O MESI), NOI A 67 ANNI.

[...]
Entro il 30 novembre 2011, il Governo definirà un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all’anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali. = IN SOSTANZA CON I REFERENDUM CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA ABBIAMO GIOCATO.


Un forte abbraccio, Silvio


ps: Una domanda. Che cazzo di sostantivo è "efficientamento"? Così, per sapere. 
Grazie di tutto, un abbraccio a te.


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mercoledì 26 ottobre 2011

Senza titolo


25 ottobre 2011, trasmissione televisiva Ballarò condotta da Giovanni Floris. 
Il Ministro dell'Ostruzione Mariastella Gelmini così si esprime: "Uno scenario che ripercorreb... ripercorrirebbe". 

Il titolo di questo post commenta già adeguatamente. 
E questo è quanto c'è da dire sull'argomento.


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Pure il sondaggio! ovvero la terza, amara puntata di una risata




Ho fatto la cattura di questa immagine, tratta dal sito di Repubblica. Mostra un sondaggio effettuato dalla versione online del quotidiano britannico The Guardian, che potete trovare qui.
Come potete leggere nell'immagine in questa immagine, il sondaggio chiede ai lettori inglesi: "Merkel e Sarkozy hanno sbagliato a ridacchiare dell'Italia?". Fino al momento in cui l'immagine è stata pubblicata sul sito di Repubblica, la percentuale di coloro che avevano risposto "NO" era quasi dell'80%. Adesso è scesa di poco: ho partecipato al sondaggio ed è del 75,6%. Ciò che rattrista è la motivazione del NO: "Merkezy" avrebbero fatto bene perchè Berlusconi si è infilato in una serie di scandali e ha reso l'Italia uno zimbello. 


Certo il comportamento di Sarkozy e della Merkel è stato a dir poco inelegante. 
Ma vogliamo forse lamentarci rimuovendo dalla nostra mente vecchi fantasmi come l'Obama "abbronzato"? La foto con le corna? Il parlamentare tedesco Schulz apostrofato come "Kapò" (come da video qui sopra)?

Ma la risentita risposta italiana non si è fatta attendere, orchestrata da Giuliano Ferrara e Daniela Santanchè che si sono messi a ballare in segno di protesta davanti l'ambasciata francese a Roma. Piazza Farnese, sede dell'ambasciata, era naturalmente deserta

Strillino pure i nostri politici "ingiustamente umiliati", per dirla alla Prodi. Si indignino, come si usa dire oggigiorno. A umiliare il paese ci ha già pensato qualcun altro, e molto, molto tempo prima. 
E ancora adesso, tutti i giorni, sotto il loro naso, siamo umiliati. Siamo umiliati lì a Roma, dove governano (?) e legiferano (??) e dove il numero delle autoblu dei funzionari di polizia del "Polo Tuscolano" è superiore al numero delle volanti che combattono il crimine per le strade della Capitale. Siamo umiliati lì a Roma, dove il comma 21 dell'articolo 4 della legge di stabilità decreta un taglio di 13 milioni di euro alla Direzione Investigativa Antimafia. E, per restare dentro il nostro paese, siamo umiliati in Sicilia, a Palermo, dove la squadra Catturandi, incaricata della cattura di Mattia Messina Denaro, da 17 mesi paga di tasca propria le spese per le trasferte. 

Queste cose, queste e non altre, ci umiliano! Cosa non seppellisce una risata!


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martedì 25 ottobre 2011

Si fa presente

Si è fatto un gran parlare della "circolare interpretativa" con la quale il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha escluso dalla tassa sui redditi alti Ministri e Sottosegretari. Una super-tassa annunciata in pompa magna a luglio e poi cancellata "sottotraccia" con una semplice informativa. Stavolta senza allertare giornali e tv. Il testo della circolare è difficile da scovare sul web. Ed è chiaramente assente dal sito del Ministero. Noi l'abbiamo trovato. Eccolo qui, sotto la definizione di "Informativa Ministero dell'Economia e delle Finanze 11.10.2011, n. 150: Rideterminazione calcolo art. 9 comma 2 D.L. 78/2010"


In ottemperanza a quanto definito con circolare del MEF, Ragioneria Generale dello Stato, Ispettorato Generale per gli Ordinamenti del Personale, n. 0035819 del 14 aprile 2011, registrata alla Corte dei Conti il 14 giugno 2011, a decorrere dalla rata di ottobre 2011 sono stati effettuati nel sistema SPT ulteriori interventi in applicazione dell'art. 9, comma 2, D.L. 78/2010.
In particolare, a parziale modifica di quanto comunicato con messaggio n. 181 del 29 dicembre 2010, la determinazione del trattamento economico complessivo lordo verrà effettuata assicurando che, ai fini della riduzione, si faccia riferimento al trattamento spettante in ragione d'anno.
Inutile specificare il gennaio di quale anno
Pertanto per le iscrizioni con vigenza inferiore all'anno, nel caso ad esempio di assunzione a metà anno, la riduzione verrà comunque applicata in quanto il trattamento economico complessivo è dato dallo stipendio mensile per 12, ferma restando l'applicazione della ritenuta mensile per il solo periodo di effettiva vigenza. Al riguardo si anticipa che, con messaggio di posta elettronica inviato dalla casella Uff5DCSII.DAG@tesoro.it, sarà trasmesso, per gli opportuni interventi a carico di codesti Uffici, l'elenco del personale cessato nel corso del 2011 con conguagli a debito per trattamento economico lordo superiore a euro 90.000, in base alla nuova modalità di calcolo. L'applicazione della ritenuta mensile RR1 e/o RR2 applicata fin dalla prima mensilità assicurerà la distribuzione della riduzione su tutto l'anno.
Per la regolarizzazione del periodo dal 1 gennaio al 30 settembre 2011 si è provveduto ad applicare un'unica ritenuta mensile RR1 e/o RR2 da ottobre a dicembre, al netto di quanto già eventualmente recuperato allo stesso titolo fino a settembre, nel rispetto comunque del quinto dello stipendio.
Con riferimento alla rideterminazione del trattamento economico complessivo in anni successivi rispetto a quello di riferimento, come ribadito nella circolare IGOP stessa, saranno sempre possibili conguagli futuri.
Sempre in linea con le indicazioni della RGS, ai fini della determinazione del trattamento da sottoporre a riduzione, sono considerate di competenza dell'anno in cui vengono erogate le somme accessorie, che sono liquidate nell'anno successivo rispetto all'anno in cui sono effettuate le prestazioni a cui si riferiscono; pertanto tali emolumenti sono imputati al trattamento economico dell'anno in corso anche nel caso in cui siano corrisposti a tassazione separata.
Si fa presente inoltre che, a seguito delle indicazioni fornite dall'IGOP con nota prot. n. 0081626 del 26 luglio 2011, sono stati esclusi dall'applicazione della norma in oggetto i Ministri e i Sottosegretari, codici qualifica LL95, LL96, LL97, LL98, in quanto tale personale ricopre una carica politica e non è titolare di un rapporto di lavoro dipendente. Sulla mensilità di novembre 2011, per detto personale, si darà corso al rimborso di quanto trattenuto in applicazione del D.L. 78/2010 art. 9 comma 2.


La parte che interessa maggiormente noi cittadini, dopo i vari discernimenti tecnici esposti nel documento, è l'ultima. Nella quale si fa presente che Ministri e sottosegretari non sono dipendenti pubblici. Anzi, sono praticamente dei precari: "tale personale non è titolare di un rapporto di lavoro dipendente". 

Quel che valeva questa estate adesso non vale più. 
Però sono stati corretti: lo hanno fatto presente. 



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lunedì 24 ottobre 2011

... E il TG Uno invece....


Ricordate il video di ieri in cui la Merkel e Sarkozy ridono di B. e delle sue promesse? 

E il TG1 che fa? Il TG1 non ride ma irride (gli italiani) con una solerte censura: le risate vengono tagliate e il tono perentorio della risposta di Sarkozy (con tanto di richiamo ultimativo dei due premier alla necessità di nuove riforme da parte del nostro governo) viene trasformato in una calorosa e affettuosa "pacca sulla spalla", grazie alla traduzione "imprecisa" dell'inviata Mariolina Sattanino. 

Merkel e Sarkozy hanno praticamente certificato la nostra pericolante posizione in seno all'unione economica europea, ma per il TG1... va tutto bene!


Per farvi una vostra idea, potete confrontare qui i due video (quello reale e quello del TG1).


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domenica 23 ottobre 2011

Ride bene... chi incontra B.



"Il premier italiano vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo?". 

Sguardo d'intesa tra la Merkel e Sarkozy e risate generali per tutti i giornalisti presenti alla conferenza stampa. 

Poi la risposta del presidente francese dallo sguardo ilare: "Abbiamo fiducia nel senso di responsabilità dell'insieme delle autorità italiane, politiche, finanziarie ed economiche".  

Poco prima il presidente francese era stato perentorio: "Abbiamo incontrato Papandreu e Berlusconi e abbiamo ricordato loro le responsabilità che hanno tutti i paesi in questo periodo di crisi".

Siamo praticamente al rango di un protettorato straniero. C'è bisogno di aggiungere qualcosa?


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sabato 22 ottobre 2011

Ed - Lights ON, lights OUT (non-recensione)


Ci sono giorni in cui uno si sveglia e ha voglia di ascoltare qualcosa come Ed. In macchina mentre uno ritorna dal lavoro o da una serata con gli amici ed è notte tarda avrebbe voglia di ascoltare canzoni come quelle di Ed. Quando lavo i piatti e quando mi faccio da mangiare da solo vorrei ascoltare Ed.
Perché? Ci si aspetta sempre un "perché" da una recensione, ci si aspetta un procedimento scientifico in cui vengono spiegate almeno le influenze (Beatles, Elliott Smith, e io ci sento anche gli Smashing acustici ma mi sbaglio sicuramente). Ci si aspetta di leggere che l'ep si intitola Lights ON, lights OUT, che è prodotto niente popo di meno che da Beatrice Antolini, che il secondo pezzo è scritto da quel geniaccio di 7i (Setti).
Ma il "perché" è tutto personale in questo caso, sono motivazioni intime, private, perché Ed fa così quando suona. Riesce a toccare un punto della tua anima...anzi no, lo voglio dire apertamente, riesce a toccare un punto del tuo cuore di cui quasi ti vergogni. Ti vergogni di essere cullato come un bambino da Down the shades, di provare un senso di dolcezza semplice mentre ascolti Your Symphony.
Insomma è una questione di cuore. Quindi non ci sono voti, recensioni né influenze o produzioni. Ed è solo una questione di cuore. Tanto vale ascoltarlo direttamente (qui).


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Gionata Mirai - Allusioni (recensione)




Forse qualcuno si sta chiedendo chi è Gionata Mirai. Sicuramente non se lo chiedono i divoratori di rock italiano che hanno messo nel loro olimpo band come i Super Elastic Bubble Plastic e il Teatro degli Orrori. Sì perché Gionata, si può dire senza troppi giri di parole, sta facendo la storia contemporanea del rock italiano, una storia fatta di pochi "sputi" alla Agnelli e anche di poco indie-pop a righe ma di molto eclettismo, voglia di fare musica colta ma anche perforante e scioccante. Insomma una manna dal cielo in questo piattume.
Eclettismo, velleità, divertente esibizionismo colto è perfettamente raccolto in Allusioni, una lunghissima suite divisa in cinque movimenti che vuole proprio sembrare un'opera classica per sola chitarra acustica. Sì, avete letto bene, chitarra acustica, che suona ininterrottamente in arpeggiati mesti, inquieti che sembrano ricordare un mare in agitazione il cui ribollire non esplode mai in tempesta. Solo verso il quarto movimento la musica si fa per un istante aperta, quasi speranzosa, come se il mare si calmasse e si potesse vedere un fazzoletto di terra all'orizzonte. Ma il quinto movimento riporta tutta l'inquietudine iniziale con un arpeggio degno di essere firmato Teatro degli Orrori.
Sicuramente un progetto inaspettato (forse per alcuni incomprensibile), pretenzioso e più che altro di nicchia. Una nicchia talmente piccola da poter contare su una mano gli ascoltatori più assidui. Ma del resto Allusioni è solo un piccolo satellite periferico di un universo musicale che sta dando dignità al rock italiano.


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venerdì 21 ottobre 2011

This Must Be the Place di P. Sorrentino. Recensione

This Must Be the Place
di Paolo Sorrentino
con Sean Penn, Frances McDormand, Eve Hewson, Harry Dean Stanton
Drammatico, 118 min., Italia, Francia, Irlanda, 2011

L’11 ottobre scorso Antonio D’Orrico, il Fabio Fazio del «Corriere della Sera» (sì, perché come il conduttore di Che tempo che fa anche lui è entusiasta di tutto quello che recensisce), ha pubblicato nel sito online della testata di via Solferino un articolo dal titolo roboante: Quello che non dimenticherò mai di Sorrentino. Il pezzo, dal sottotitolo ancora più altisonante (Le 19 cose imprescindibili di This Must Be the Place), propone una lista di 19 particolarità che dovrebbero farci ricordare per sempre della pellicola in questione. Il problema, però, è che D’Orrico ha compiuto due gravissimi errori: ha portato lo spettatore completamente fuori strada; non ha aiutato il regista ad aprire gli occhi. Sì, perché This Must Be the Place è un film che inizia benino ma finisce veramente male, in un crescendo di errori tanto palesi quanto ingenui. Dal regista del Divo non ce lo saremmo mai aspettato. Quindi ora, per rendergli un servizio e per tentare di riparare agli errori del giornalista, proporrò di seguito la vera lista di motivi per cui ci dimenticheremo prest(issim)o di questo film.

1) Tipologia di film. Road movie? Sicuramente no. Film di formazione? Potrebbe, ma il percorso di maturazione del protagonista non si vede.

2) Trama. Nella prima parte del film ci viene presentato Cheyenne (Sean Penn), un’ex rockstar usurata dagli stravizi del passato che vive in una villa irlandese con la sua amata moglie e passa le giornate tra la noia e l’apatia. Fino a questo punto (contrariamente a quello che potrebbe far pensare l’esilità della trama) l’interesse dello spettatore viene stuzzicato da una miriade di domande che sorgono spontanee: chi è veramente Cheyenne? Chi si nasconde dietro la sua maschera? Perché, lui che è una rockstar, ama così tanto la moglie e le è fedele? Perché non ha avuto figli? Dov’è la sua famiglia? Ecc. Tutto cambia dopo che il protagonista viene raggiunto dalla notizia dell’aggravarsi della malattia del padre e decide di spostarsi negli USA alla ricerca di un aguzzino nazista. Qui inizia infatti una sorta di seconda parte simil on the road in cui vengono celermente risolti tutti gli interrogativi che ci avevano fatto affezionare al protagonista. Così il suo alone di mistero svanisce e del suo futuro non ce ne può più fregar di meno.

3) Temi trattati. Purtroppo (e dico purtroppo perché dal primo film internazionale di Sorrentino ci aspettavamo molto di più) viene detto poco se non addirittura niente. Quel poco che viene detto (come il rapporto padre/figlio) o viene trattato male o è addirittura già stato approfondito (e meglio) in altre pellicole.

4) Dialoghi. I dialoghi sono assolutamente irreali (addirittura più del personaggio Cheyenne), con frasi slegate tra loro che sembrano aforismi da biscotto della fortuna. Per un po’ il giochino funziona, poi diventa ridondante.

5) Regia. Dal regista del Divo tutti si aspettavano il botto. E invece Sorrentino passa da scene inutili (v. il concerto di David Byrne) a sequenze alla Sofia Coppola (ma illogiche e/o venute male). Carina la fotografia, ma ormai a certi livelli è la regola. Stucchevoli le scene della donna a mollo nella piscina e della band che suona nel centro commerciale con i passanti che muovono la testa a tempo di musica.

6) Protagonista. Il personaggio che Penn ha dovuto interpretare (lo ha fatto con talento) è e rimane una macchietta. Infatti, come recita la pagina di Wikipedia, un personaggio per essere ben riuscito deve mostrare tre diverse facce: come sembra, com’è in realtà e come diverrà (lungo l’arco della storia). La macchietta, invece, ha una sola faccia: il come sembra. Cheyenne è quindi un personaggio piatto, non approfondito psicologicamente.

7) Artifici narrativi. I ralenti sono scontati e sicuramente non epici, il montaggio sconclusionato. Inclassificabile, invece, il rapporto musica/immagini, sfruttato come peggio non si potrebbe.

8) Il finale. Per ovvi motivi non lo espliciterò. Vi basti sapere che è inutile, privo di pathos e puerile.

Qualcosa di buono rimane in quella che sembrerebbe essere una valle di lacrime? Sì. Come già accennato la prima parte del film, con le sue domande, e la recitazione di Penn. Poi una scena: quella del ping pong.

Voto: 5 su 10

(Film visionato il 19 ottobre 2011)




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giovedì 20 ottobre 2011

Per colpa di chi chi chicchicchirichi

"Per colpa di chi chi chi chi chichichirichi
I'm a hootchiee cootchiee man,
hootchiee cootchiee man yeah"

Altro che Jovanotti (nel 2008 colonna sonora del candidato premier Walter Veltroni), altro che "fidarsi" del PD. Al momento il leitmotiv del partito democratico sembra essere la nota canzone di Zucchero sopra citata. Di volta in volta, infatti, le sconfitte del PD vengono attribuite dai suoi affiliati a questo e a quello e la miglior arma di difesa è diventato lo scaricabarile. 
Se il governo si salva per un voto è colpa dei Radicali. Pensassero piuttosto a tutte le volte che sono stati loro a salvarlo. Certo i militanti di "Er fame" Pannella avrebbero potuto evitare di rispondere alla prima chiama. Il gesto di schierarsi in maniera compatta al fianco del resto dell'opposizione sarebbe stato forte, almeno da un punto di vista simbolico. 
E rimane il dubbio matematico, che neanche lo stesso PD è riuscito a sbrogliare, se il voto dei Radicali sia stato determinante per il raggiungimento del numero legale. Come tutti sapete, infatti, la strategia del PD consisteva semplicemente nel far saltare il voto. Ma, come ha spiegato Dario Franceschini, forse il numero legale sarebbe stato ugualmente raggiunto dalla maggioranza. 
E ancora, se il PD perde le amministrative in Molise, è colpa del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Ebbene sì, se i democratici hanno perso è colpa di un altro partito che ha "rubato" i loro voti. 
Ma sarà davvero così? O non sarà forse che....... guardate queste immagini: 

Questa notizia è di poche ore fa


Ecco, mi sorge un dubbio. Ma non sarà che il PD perde per colpa del PD?

ps: il 6,5% delle azioni Unicredit appartengono alla Banca Centrale Libica (Cbl) e il fondo dell'ex-sovrano Lybian Investment Authority (Lia). Giusto per la precisione. 


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Ad memoriam

Il sangue si è rappreso sugli zigomi, sulle guance e sul mento e ha impiastricciato i capelli. Tanto ne è colato che i suoi vestiti ne sono imbevuti. Lo sguardo è ormai senza vita. 
Così l'immagine del cadavere di Mu'ammar Gheddafi, dittatore libico giunto alla fine del suo regime e dei suoi giorni, viene mostrata e diffusa in tutto il mondo attraverso siti, quotidiani online e social network. Io stesso ho appreso la notizia della sua violenta dipartita sulla bacheca di Facebook prima ancora che su un sito di notizie. 
B., facendo il dotto, ha commentato: "Sic transit gloria mundi". Così passa la gloria del mondo. Non passa, non deve passare, la memoria della sua amicizia con un sanguinario despota come Gheddafi. In Italia, nel giorno della sua morte, bisognerebbe rappresentare il leader libico  soltanto in queste immagini:


Ricordiamocele, queste immagini. Sic (non) transit mediocritas Italiae. Come si possa essere tanto spudorati è impossibile concepirlo, così come è quantomeno arduo associare la gloria a Gheddafi. 
A riportare B. sulla terra ci ha pensato, chi l'avrebbe mai detto, Pier Cuffaro Casini: "Consiglio maggiore prudenza nei commenti, soprattutto a chi in vita lo ha ossequiato con poco senso della misura". Certo, detto da lui che aveva promesso di dimettersi in caso di condanna di Cuffaro... Ma il concetto rimane. 
E siccome siamo tutti latinisti, sulla stessa linea si mantiene Donadi dell'Idv: "Sapiens ut loquatur multo prius consideret. Un saggio, prima di parlare, deve prima pensare molto". Ma sperare che B. si comporti da saggio è pura utopia. Così come utopico è rimasto l'auspicio di assistere, almeno per una volta, a una conclusione diversa dalla solita, prevedibile carneficina. Merita più di una riflessione il commento della vicepresidente del nostro Senato, Emma Bonino: 
"Gheddafi non si meritava la 'bella morte' in battaglia ma un 'bel processo' da imputato: un processo equo, da parte di un tribunale indipendente e condotto nel pieno rispetto di quei diritti umani che egli ha negato a decine di migliaia di libici durante il suo regime sanguinario. Questa, e non l'ennesimo bagno di sangue al quale abbiamo dovuto assistere, sarebbe stata 'una grande vittoria del popolo libico', come da più parti si sente dire".

Al prossimo dittatore.


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domenica 16 ottobre 2011

Final Destination 5 di S. Quale

Final Destination 5 (3D)
di Steven Quale
con Nicholas D’Agosto, Emma Bell, Miles Fisher
Horror, 92 min., Usa, 2011

Il copione si ripete per la quinta volta. Un ragazzo ha una premonizione, grazie a questa riesce a salvare sé stesso e qualche altro amico da una catastrofe, ma così facendo cambia il disegno della morte e allora quest’ultima li rincorre e cerca di farli fuori tutti nella sequenza in cui nella premonizione li aveva sottratti alla vita. A livello di trama, nulla è cambiato dal primo capitolo della serie.

Final Destination 5, però, riesce a fare un passo in avanti. Final Destination 5 riesce laddove il 4 (anch’esso in 3D) aveva fallito e fa compiere al genere un salto di qualità. Il che, data la situazione in cui versano i film horror/splatter, non è poco.

I suoi punti di forza sono almeno due. In primis le coincidenze negative che portano alla morte dei vari personaggi sono sempre più imprevedibili e benché si sappia che qualcosa di veramente brutto accadrà non si sa né quando né come. Ed è così che la tensione è crescente e finisce con il non mancare quasi mai. In secondo luogo c’è il vero valore aggiunto del film, un asso nella manica che molti registi non sono riusciti a sfruttare: il 3D. Steven Quale, già supervisore degli effetti speciali di Avatar, ha superato di gran lunga lo scadente risultato in tre dimensioni del film con gli omoni blu e qui è invece riuscito a dare vita ad una prospettiva veramente “da paura” che (finalmente) riesce a dare allo spettatore l’illusione di partecipare alla vicenda. Come se non bastasse il realismo delle tragedie è accresciuto dai numerosi dettagli tridimensionali che abitano la scena e da particolari anatomici assolutamente realistici.

In poche parole un film già visto che però, grazie alla tecnologia, riesce ancora a stupire proprio grazie a quel 3D che ormai rischiava di diventare un semplice escamotage per alzare il prezzo dei biglietti.

P.s. Non si può considerare la possibilità di guardare e recensire questo film senza averlo visto al cinema in tre dimensioni. Sarebbe come andare a fare una passeggiata al parco invece di fare un giro sul Blu Tornado.

Voto: 6,5 su 10 

(Film visionato il 12 ottobre 2011)



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giovedì 13 ottobre 2011

Vuoti a rendere

L'opposizione oggi si è rifiutata di presenziare al discorso con il quale B. ha chiesto la fiducia 
Oggi l'opposizione, finalmente capace di compattarsi in una presa di posizione forte, si è assentata da Montecitorio in occasione della seduta durante la quale B. ha chiesto (per l'ennesima volta) la fiducia. Un'iniziativa degna di plauso ma tardiva. 
Tante, troppe volte le assenze (o le colpevoli presenze in termini di voto) dell'opposizione hanno salvato questa scarna e mediocre maggioranza dal tracollo. 
Dov'erano i deputati dell'opposizione, infatti, quando il 15 settembre 2009 lo scudo fiscale veniva approvato con voto di fiducia grazie al loro assenteismo? Ricordiamoci di uno sconcertante D'Alema che si giustificò dicendo "che non gli era stato spiegato che era un voto importante". 

Dov'erano e come hanno votato questi signori tutte le volte che, come ha svelato il recente rapporto di Openpolis, la maggioranza è riuscita a far approvare le proprie leggi grazie ai voti e/o alle assenze degli uomini della "sinistra"? 
Ecco i principali tra i provvedimenti che potevano essere bloccati e che non lo sono stati a causa dell'ignavia della "sinistra": Legge sul salvataggio di Alitalia, Legge sul ritorno del nucleare (salvo poi dichiararsi a favore del quesito referendario!), Legge sui rifiuti in Campania, "Riforma Brunetta" della Pubblica Amministrazione, Legge sul terremoto in Abruzzo, Scudo fiscale, Decreto Milleproroghe (di cui abbiamo abbondantemente parlato).

E, per favore, non si parli di Aventino. Un vero "Aventino", una vera "secessione" parlamentare sarebbe l'iniziativa delle "dimissioni collettive" da parte dell'intero corpo dell'opposizione. Come già suggerito da qualcuno, le dimissioni in massa di tutti i gruppi e di tutti i parlamentari di "sinistra" porterebbero al colasso Camera e Senato, consentendo di avviare la procedura istituzionale della crisi di governo e di ricorrere alle tanto sospirate elezioni anticipate. 

Un'iniziativa storica, mai verificatasi prima d'ora, che comporterebbe il modico prezzo della rinuncia a qualche anno di lauti stipendi. Un'iniziativa che, ne siamo certi, questa bislacca e inerte opposizione mai prenderà in considerazione. Il vuoto non costa nulla e rende comunque un ingente guadagno!


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