venerdì 25 novembre 2011

Ma chi sono costoro? - Giampaolo Di Paola


Un ammiraglio alla guida della Difesa. Giampaolo Di Paola, 67 anni, campano di Torre annunziata ed attuale presidente del Comitato militare della Nato, è il nuovo ministro della Difesa. Di Paola indossa l'uniforme da circa 48 anni. Entrato all'Accademia navale nel 1963, è stato nominato guardiamarina nel 1966. Quindi una serie di promozioni, fino a quella di ammiraglio di Squadra, il primo gennaio 1999. 

É un sommergibilista. Dopo la specializzazione presso la Scuola sommergibili, infatti, dal 1968 al 1974 ha prestato servizio con vari incarichi a bordo dei sommergibili convenzionali "Gazzana" e "Piomata". Ha poi comandato il "Cappellini" e il "Sauro" e, nel 1984-85, anche la fregata "Grecale". Dopo la promozione a capitano di vascello ha comandato la portaerei Garibaldi, negli anni 1989-90. Si tratta di un ufficiale dalla vasta esperienza internazionale. Nel 1981 Di Paola ha frequentato il Nato Defence College a Roma; dall'1981 all'1984 ha prestato servizio a "Saclant" (a Norfolk, in Virginia), nel settore della pianificazione di lungo termine, come ufficiale "Asw" (guerra antisommergibile) e addetto al programma di guerra subacquea. Nell'ambito dello Stato maggiore della Marina ha assunto diversi incarichi di rilievo, tra cui quello di capo del Terzo Reparto piani e operazioni (1992/94). 

Dal 1994 al 1998 è passato allo Stato maggiore della Difesa, come capo del Reparto politica militare. Il 30 novembre 1998 è stato nominato capo di gabinetto del ministro della Difesa, all'epoca Carlo Scognamiglio. Un incarico che ha mantenuto anche con il ministro Sergio Mattarella. Dal 26 marzo 2001 al 9 marzo 2004 Di Paola è stato Segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, e su quella poltrona è rimasto fino al 10 marzo 2004, quando è stato nominato capo di Stato Maggiore della Difesa. In questa veste ha coordinato la pianificazione di tutte le più recenti missioni internazionali dell'Italia, dall'Iraq all'Afghanistan. Il 26 giugno 2008 non sarebbe stato nominato presidente del Comitato militare dell'Alleanza atlantica, un incarico che sarebbe scaduto a fine giugno 2012.

Insomma, sembrerebbe uno che sa fare il suo mestiere. Rimane un uomo della Nato e uno che ha dato il suo contributo attivo alle tragedie in Iraq e in Afghanistan senza esprimere il benchè minimo dissenso. Il giudizio rimane sospeso. 


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