giovedì 10 novembre 2011

L'ultimo colpo di coda

Lo avevamo detto. Questi dalla poltrona non si staccano, non se ne vanno. Si è capito quando Napolitano ha nominato Mario Monti senatore a vita. "Bisogna eliminare i privilegi": queste le prime parole del nostro prossimo Prime Minister. Certo, certamente. Forse bisognava farlo 5 anni fa, forse 10. Ma va fatto. Tuttavia, nessuno può credere che basti questa iniziativa economica per risanare la nostra economia. Ma sarà poi davvero possibile porre riparo a quasi 2000 - DUEMILA - miliardi di debito pubblico? Fossimo un'azienda non saremmo già falliti da tempo e tutti a casa? Ormai non è più un'economia, è diventata un ecomostro. 
Ecco allora che avanzano i profeti del "fate presto", perchè non c'è tempo, siamo a un passo dal default, dall'Argentina del 1999, dalla Grecia di oggi. Forse ci siamo già dentro. Al default, dico, non pensate ad altro. 

NON NE SAREI TANTO SICURO

E chi sono questi profeti? D'Alema, Cuffaro-Casini e Diabolino Alfano. Pronti al mega-inciucio, PD, UDC, FLI e una parte del PDL finalmente insieme. D'Alema non vede l'ora. Di Bersani, in queste ore, neanche l'ombra. Il vero leader Maximo prende in mano la situazione (dopo aver lasciato per mesi l'illusione dell'iniziativa al povero Pierluigi) e decide lui, gettando finalmente la maschera: o col PDL o morte. E Di Pietro, l'unico a opporsi a questa orgiastica ammucchiata, finisce bersagliato dalle critiche feroci dei militanti del suo stesso partito. Piuttosto lo redarguissero per l'infelice battuta sugli omosessuali che ha sfoggiato oggi parlando con Belpietro (con cui forse è meglio non parlare). 
Non sarebbe più giusto chiedere di cambiare la legge elettorale e poi andare subito al voto? Che Monti non ci fosse imposto ma fosse semplicemente eletto? 
E quali sono le grandi iniziative del governo, l'ultimo battito d'ali per rimettere in piedi l'Italia? Qui di seguito i contenuti fondamentali dei maxi-emendamenti alla legge di stabilità, il cui documento completo potete trovare qui
  1. Defiscalizzazione in arrivo per realizzare nuove autostrade. Quando il gioco si fa duro, arriva la Grande Opera. Perchè non si sistemano quelle già esistenti o le tratte ferroviarie scalcinate nel Meridione? Perchè non si mette in sicurezza il nostro territorio che sta implodendo su se stesso, unica Grande Opera veramente necessaria? E invece no, cemento su cemento, la Nuova Religione Monoteista da almeno 50 anni. 
  2. Nuovi, ennesimi, esasperanti aumenti nel 2012 delle accise sui carburanti. Non ne sono preoccupati poliziotti e carabinieri, che la benzina tanto non ce l'hanno proprio e si sono praticamente ridotti a chiederla per strada.
  3. I tagli all'editoria rimangono. Ridotti di 19,55 milioni di euro nel 2012, di 16,25 milioni nel 2013 e di 12,902 milioni nel 2014. In precedenza erano previsti tagli rispettivamente di 69,8 mln, 58,06 mln e 46,14 mln. In ogni caso, rimangono. Quanta miopia!
  4. Grazie al lavoro di solidarietà di Pannella, Radio Radicale si becca 3 milioni di euro per l'anno 2012.  
  5. Le aree interessate alla realizzazione della Torino-Lione diventano di "interesse strategico nazionale". Quindi chi vi si introduce sarà punito a norma dell'articolo 682 del codice penale: arresto da tre mesi a un anno e ammenda. In particolare si punta forte su queste multe pagate dai poveri cristi per salvare la situazione.   
  6. Arrivano 150 milioni per rifinanziare la "legge mancia", negli anni 2012 e 2013. Cento milioni sono stanziati per il 2012 e 50 milioni di euro per il 2013. Gli interventi andranno a finanziare interventi legati al "riequilibrio socio-economico e allo sviluppo dei territori e alla promozione di attività sportive, culturali e sociali". Alla ripartizione delle quota e all'individuazione dei beneficiari provvederà un decreto del ministero dell'Economia "in coerenza con apposito atto di indirizzo delle commissione parlamentari competenti". Ecco, ci incuriosisce molto questo decreto: a chi andranno tutti questi soldi? Tremonti o chi per lui ci farà sapere. Un'altra cosa: ma che razza di nome è "legge mancia"? Attendiamo la "legge mazzetta" e la "legge regalo".
  7. Via libera al processo di liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Se gli enti locali non procederanno alla deregulation il Governo potrà esercitare il potere sostitutivo. Si tratta di un intervento sulla manovra di agosto che già chiedeva a comuni ed enti locali di procedere all'affidamento dei servizi pubblici. Questo punto è molto importante, perchè nei suoi gangli si annida la trappola della privatizzazione che nel caso dell'acqua pubblica, come visto, è stata fallimentare. Da tenere d'occhio. 
  8. Entro 12 mesi dall'entrata in vigore della legge di stabilità gli ordini professionali devono essere riformati. Tra le novità l'abolizione delle tariffe minime dei professionisti. La riforma degli ordini consentirà la costituzione di società per l'esercizio di attività professionali. La società tra professionisti può essere costituita anche per l'esercizio di più attività professionali. Ma abolirli del tutto, no?
  9. Pensioni a 67 anni. Non a 39 come la moglie di Bossi. Pazienza. 
  10. Altri finanziamenti all'Università privata, dopo aver tanto tolto a quella pubblica. Infatti, sono in arrivo per i policlinici universitari gestiti direttamente da Università non statali 70 milioni di euro per il 2012. Un ulteriore ferita inferta anche alla nostra Sanità, perchè la classe medica si sposta sempre più verso il privato mentre gli ospedali pubblici si allagano quando piove
  11. Una simpatica operazione linguistica trasformerà gli esuberi in "disponibili". Esilarante (se non fosse drammatico): i dipendenti pubblici considerati in soprannumero potranno essere posti "in disponibilità". Avranno un'indennità pari all'80% dello stipendio per due anni. Altro provvedimento che fa sognare grandi incassi.
  12. I cittadini vittime del terremoto in Abruzzo restituiranno le tasse sospese dopo il sisma del 6 aprile in 120 rate mensili dal primo gennaio 2012 per un importo del 40 per cento del dovuto, quindi con un abbattimento del 60%, come avvenuto per i terremotati di Umbria-Marche e Molise. Giustissimo, per carità. Ma quanta ipocrisia dopo le inchieste sulla Protezione Civile e quando ancora si deve ricostruire tutto
Solo elementi negativi, dunque? E invece no. Ci piace poter apprezzare - finalmente - alcune cose. Incomplete, deficitarie, tardive: ma i tempi sono stretti e di più, forse, non si può davvero fare. Bisognava pensarci prima, in verità.  
  1. Stop ai contributi per i primi tre anni di contratto di apprendistato. L'aliquota complessivamente dovuta dai datori di lavoro che occupano alle dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove non è dovuta per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto. Non mi intendo di economia, però mi chiedo se l'Italia non abbia bisogno da 15 anni di una riforma seria del mercato del lavoro. Una riforma che, ad esempio, elimini questo discrimine tra tempo determinato e indeterminato. Perchè non offrire più garanzie a chi ha un contratto da precario? E poi: è così difficile pensare di tagliare le tasse ai giovani? Ma questo stop ai contributi è pur sempre una goccia nel mare. Della serie "meglio che niente".
  2. Nessuna modifica all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori in materia di licenziamenti e all'articolo 8 della manovra. Sospiro di sollievo.
  3. Arriva il contratto di inserimento per le donne nelle aree territoriali in cui è più accentuata la differenza di genere nel tasso di disoccupazione. Riguarda donne di qualsiasi etá prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi residenti in una area geografica in cui il tasso di occupazione femminile sia inferiore almeno di 20 punti percentuali di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi di 10 punti percentuali quello maschile. 
  4. Proroga fino al 2014 dei prestiti a tassi agevolati previsti del Fondo di credito per i nuovi nati.
  5. Viene incentivato l'uso della burocrazia elettronica. 
  6. Arrivano gli incentivi al telelavoro reversibile per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. La norma prevede che tra i progetti volti a consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e dell'organizzazione del lavoro vi possa essere l'utilizzazione del telelavoro anche nella forma del contratto a termine, e reversibile. Altre norme sono finalizzate a facilitare l'inserimento lavorativo dei disabili sempre attraverso l'uso del telelavoro e per facilitare il reinserimento nel mercato del lavoro. Questa è vera economia, per una volta viene aperta una finestra sul futuro. Sperando che questa norma venga messa in pratica sul serio.
  7. Gli altri punti della manovra ammettiamo candidamente di non averli capiti, troppo tecnici. Sul Sole 24ore trovate tutto. Per chi volesse contribuire, spiegare, correggere, c'è lo spazio dei commenti.


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