mercoledì 2 novembre 2011

Il responsabile del disastro in Liguria sono io

Scovo in rete la lettera che l'assessore di un piccolo comune della Val di Susa ha scritto al presidente Napolitano. Eccola: 

Egregio Sig. presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
sono un amministratore comunale di un piccolo paese all’ imbocco della Valle di Susa in Piemonte e le scrivo in merito alle sue dichiarazioni che ho avuto modo di leggere in merito alla disastrosa alluvione che ha colpito il Levante ligure e la Lunigiana. Lei attribuisce i morti ai cambiamenti climatici. Purtroppo non sono d’ accordo con Lei.

Il responsabile di quella tragedia sono io: amministratore, cittadino italiano nonché elettore.

Vezzano Ligure

Sono io amministratore quando sono costretto ad ampliare le aree edificabili e quindi a cementificare il territorio che non è più in grado di assorbire l’acqua piovana che così “scivola” altrove, per poter incassare oneri di urbanizzazione e quindi mantenere sano il bilancio del Comune. Quando non so urlare abbastanza la mia rabbia per i soldi che mancano per le piccole cose (mantenere puliti i canali, i torrenti di montagna, mettere in sicurezza gli argini, monitorare le frane) ma che miracolosamente piovono dal cielo per le grandi, grandissime opere. Quando imploro l’aiuto dei volontari della Protezione Civile che sostituiscono le gravi lacune delle Istituzioni pubbliche anziché pretendere con ancora maggior forza (se mai fosse possibile) i fondi necessari.
Quando i fondi me li procuro, ma con gli oneri di urbanizzazione creando così un circolo viziato senza fine.

Sono io cittadino italiano quando per pigrizia, disinformazione, troppa fiducia nei miei rappresentanti evito la partecipazione diretta, la cittadinanza attiva e lascio che presunte “scelte strategiche” quali TAV, ponte sullo stretto, rigassificatori, inceneritori sottraggano denaro alla manutenzione del territorio, delle sponde dei fiumi, alla messa in sicurezza delle scuole, alle energie alternative, tutte cose che creerebbero moltissimi posti di lavoro immediati e diffusi su tutto il territorio nazionale, ma soprattutto controllabili dagli enti locali e non fagocitati dalle scatole cinesi del General contractor o peggio dalla criminalità organizzata. Quando non faccio sentire la mia voce, quando resto a casa perché macinare km in un corteo è faticoso, rischioso o peggio sconsigliato a parteciparvi dagli stessi politici (se non sono stati loro a organizzarlo e promuoverlo!) o peggio ancora perché minacciato di essere “radiato” dal mio partito di riferimento se vi partecipo.

Sono io elettore, il responsabile, quando non vigilo sull’operato degli eletti, non li stimolo,controllo, quando dopo aver espresso il mio voto delego ad altri in toto e mi allontano per 5 anni ( o quanto dura la legislatura) dalla cosa pubblica, dalla vita associativa, dal volontariato.
Quando mi lascio: abbindolare dai media e fatico a farmi una mia opinione, terrorizzare dal voto utile (per non lasciare il paese in mano alle destre dicono gli uni o alle sinistre dicono gli altri), ingannare dagli apparentamenti di coloro che parenti stretti non potranno mai esserlo.
Quando non mi accorgo che miliardi di euro vengono impegnati e promessi nei programmi elettorali per l’acquisto di aerei da combattimento (ma l’Italia non ripudia la guerra?) o per un inutile buco in valle di Susa mentre una dopo l’altra le regioni italiane si sgretolano sotto frane, alluvioni, terremoti (non sempre così intensi rispetto ai danni arrecati anche agli edifici pubblici che dovrebbero essere i più sicuri).

In una democrazia “imperfetta” quale la nostra, la responsabilità è sempre mia, cioè di tutti i cittadini che liberamente e senza condizionamenti dovrebbero scegliere il meglio. Secondo me i cambiamenti climatici, purtroppo, non c’entrano o c’entrano poco.
Non so se questa lettera giungerà a destinazione, sicuramente arriverà nelle mani di chi la giudicherà inopportuna, infarcita di demagogia e populismo sostenendo che il Presidente della Repubblica ha sempre ragione. Io posso solo immaginare i motivi profondi della sua dichiarazione in cui cita i cambiamenti climatici come responsabili della disastrosa ultima alluvione. In questo caso è da ringraziare, per la sua prudenza e grande senso di responsabilità.

La saluto cordialmente.
Sant’Ambrogio di Torino, 26 ottobre 2011 
Mauro Galliano, Assessore Comune di Sant’Ambrogio di Torino (valle di Susa), Comune di 4.843 abitanti 

Sempre restando in tema di dissesto idrogeologico del nostro paese, ecco il parere di Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, un piccolo paese della provincia di Milano:



Anche la Repubblica si è accorta del "paese che precipita" sull'Autostrada del Sole e (di cui abbiamo parlato qui due giorni fa) e ha pubblicato alcune foto che trovate qui.  


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4 commenti:

Chris. ha detto...

Forse Napolitano dovrebbe rispondere che ha perfettamente ragione, la democreazia è imperfetta, imperfetta perché si delegano le proprie responsabilità a persone che spessono non se le prendono - l'assessore di Aulla è stato menato. Ma su un punto disentirebbe. La TAV, che per l'Italia sarà un boccata d'ossigeno nel vero senso della parola. Ricordo che ora come ora tutto il traffico merci passa su gomma creando disagi alla circolazione stradale ma anche a quella sanguigna. L'Italia si è impegnata a ridurre le emissioni inquinanti entro 2030. Costi e speculazioni fanno parte di un altro discorso.

MaryA ha detto...

La questione è decisamente annosa.
La democrazia ha i suoi punti oscuri e disfunzionali e non sono pochi, una democrazia per funzionare avrebbe bisogno di due cose, persone oneste al governo e al voto, e organi di verifica molto fitti e non corruttibili che monitorino in caso di anomalie.

Ecco, in Italia non potrebbe mai essere, può esserci in Svezia, in Danimarca, se ci fosse la repubblica potrebbe essere anche in Olanda, ma in Italia come si fa, dato che la mentalità dell'italiano medio è "Adesso fammi pensare a come posso fregarti meglio", e quando tutti hanno un prezzo, perchè prendere la mazzetta è più comodo che denunciare anomalie.

Stringendo sull'argomento in questione, i condoni edilizi e le schifezze avviate dalla democrazia cristiana ora sono al loro apice, e purtroppo è vero, sono tutti colpevoli, anche il cittadino, da quello che prende casa sui crostoni della val Bisagno a Genova, sperando che non crolli, fino ai Napoletani che pregano il dio Vesuvio di non eruttare.

E la cosa tragi-comica è che è più semplice costruire alle falde di un vulcano o su una fiancata di montagna chiaramente instabile che su un piccolo e pianeggiante fazzoletto di terra in campagna, lì i permessi e i condoni non te li concedono mai :)

*°*Baci*°*

P.s. scusa lo sproloquio XD

Scarlett ha detto...

ha perfettamente ragione MaryA.
Per costruire su un "terreno edificabile" degno di tale nome non si hanno più permessi, a meno che tu non sia "amico degli amici" o uomo di potere e fai il cacchio che ti pare!
Chi controlla gli organi che devono controllare?
Se colui che dovrebbe controllare degli organi di controllo è lo stesso che "capeggia" gli organi di controllo - come succede ormai in Italia - che cosa ci si può aspettare ci diverso??

Siamo nelle mani di nessuno....il vero cambiamento potrebbe venire solo dal basso, dalla base del vertice, da questo assessore di un Comune italiano, come dal prete di periferia che "tuona" contro il Papa e la politica di insabbiamento del Vaticano (off topic, vale il paragone)

Una cosa importante, sarebbe innanzitutto quella di cambiare la legge elettorale, di ridare al cittadino la possibilità di scegliere le persone che vuole e non quelle che si scelgono loro!

G. I. ha detto...

Quello che mi sembra emerga dalle vostre considerazioni è il bisogno assoluto di rimettere il cittadino al centro dell'azione politica. Un po' come succedeva nelle assemblee pubbliche delle polis greche. Riprenderci il ruolo di cittadini (e non di semplici abitanti) attivi nella cosa pubblica è fondamentale per dare una speranza a questo paese.
Mi permetto di dare a Chris un consiglio: hai ragione sulla necessità di ridurre l'inquinamento. Ma guarda questo video di Report sui costi e sull'utilità della costruzione del TAV. http://www.youtube.com/watch?v=c4vdNW_ucFM&feature=player_embedded

L'inquinamento si può ridurre in altri modi. Per esempio, nelle grandi città, specie al Sud Italia, il concetto di pista ciclabile è praticamente inesistente. Ci sono grandi città come Amsterdam o Londra in cui la maggior parte della gente si sposta in bici, in metro o con altro mezzo pubblico e in cui il recupero del centro storico è da anni al centro della politica amministrativa. Oppure si può fare una legge che regoli il traffico nazionale, ponendo fine a scelte economiche insensate da un punto di vista strategico, come quelle che vedono, per dire, la Sicilia importare le arance spagnole ed esportare le proprie. Sono queste follie del mercato a creare la necessità di un treno che faccia volare una mozzarella a 300 km/h.

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