martedì 7 giugno 2011

Aggiornamento sul quarto quesito

La Consulta ha votato all'unanimità il definitivo via libera: il referendum sul nucleare si farà regolarmente. Il ricorso del governo è stato respinto

Restano i dubbi sul quesito e sugli esiti della consultazione referendaria, dubbi che non erano solo nostri. Oggi il Fatto Quotidianonell'articolo di Mario Portanova, si è fatto portavoce di questa domanda, che circola soprattutto nella rete: "chi vota sì cancella la moratoria, e quindi dà il via libera a nuove centrali? E per di più impedisce al governo di fare un piano energetico che tenga conto delle rinnovabili? Ottiene insomma il risultato esattamente opposto a quello per cui ha deciso di andare a votare?". 

Ecco alcuni dei pareri (discordanti) ascoltati dall'articolista:  

Alberto Lucarelli, promotore del referendum e costituzionalista: “Lo spirito del comitato promotore prevale sull’aspetto formalistico. La Cassazione ha riconosciuto che quella del governo era una ‘leggina’ a carattere sospensivo”.

Lorenza Carlassare di Libertà e Giustizia, associazione che sostiene tutti i quattro referendum del 12 e 13 giugno: “E’ un dubbio che non mi porrei. Anzi, con l’intervento della Cassazione il quesito è ancora più chiaro. Caso mai il vero problema è quello degli italiani all’estero, ai quali sono state recapitate le schede vecchie”. 

Augusto Barbera, costituzionalista ed ex-parlamentare del Pci-Pds: "Il quesito sul nucleare riformulato dalla Cassazione non sta in piedi perché tutte le norme che prevedevano procedure e tempi per l’installazione di centrali nucleari sono state abrogate dal decreto Omnibus”, ha affermato in un’intervista su Avvenire di ieri. “Ipotizzo che la Cassazione si sia basata sulle intenzioni del governo. Però in questi casi si procede in base alle norme scritte e approvate dalle Camere, non in base a dichiarazioni d’intenti”. In più la corte ha voluto far sapere di aver adottato la decisione a maggioranza, una cosa senza precedenti, secondo Barbera.

In linea di massima resta l'idea che anche dopo il referendum, pur essendo questo un istituto abrogativo, bisognerà continuare a vigilare sull'operato del governo, che potrebbe scovare i margini legislativi per muoversi in direzione opposta al volere popolare (come sempre, aggiungerei). 
I quesiti referendari con i rispettivi colori delle schede
Tuttavia, il quesito posto dalla scheda grigia, quella sul nucleare, "non ammette equivoci: Abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare. L’articolo 5 del decreto governativo non contiene affatto una rinuncia, anzi, dice la Cassazione, “detta regole aventi la forza e l’efficacia di una legge che apre nell’immediato al nucleare. Si sospende qualcosa che si intende fare, non qualcosa a cui si è rinunciato definitivamente.

QUINDI? VOTARE, E VOTARE SÌ


ps: come detto, la fonte dell'articolo è il Fatto Quotidiano


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