domenica 3 aprile 2011

NOI SIAMO CONTRO LA GUERRA IN LIBIA

Perchè, è chiaro, di guerra si tratta. Oggi, a quanto pare, ci sono stati i primi, inevitabili (direi attesi) morti civili. Noi di Ogni maledetto post siamo contro la guerra, perchè la guerra non è mai una soluzione. Bisognava pensarci prima, prima di baciare le mani a Gheddafi, prima che il Raìs entrasse nel consiglio di amministrazione della Juventus, quotata in borsa. 

Ancora oggi è possibile agire in un modo diverso, attraverso altre vie. Giovanni Paolo II ebbe modo di dire il suo "NO alla guerra!", perchè "la guerra non è mai una fatalità; essa è sempre una sconfitta dell’umanità. Il diritto internazionale, il dialogo leale, la solidarietà fra Stati, l’esercizio nobile della diplomazia, sono mezzi degni dell’uomo e delle Nazioni per risolvere i loro contenziosi. Dico questo pensando a coloro che ripongono ancora la loro fiducia nell’arma nucleare e ai troppi conflitti che tengono ancora in ostaggio nostri fratelli in umanità".

E, nel caso specifico della Libia, perchè le nostre idee non siano tacciate di retorica populistica, ecco le ragioni concrete del nostro "NO!", affidate alle parole di Cecilia Strada, figlia di Gino (il sito di riferimento è Peacereporter):

"...poi ogni tanto rimango di sasso, davanti a domande come "ma allora voi difendete il dittatore Gheddafi?". No! Noi non saremo a Roma per "difendere Gheddafi": lo accusavamo di essere un criminale quando il nostro Governo era ancora impegnato a baciargli le mani e riempirlo di soldi, e ovviamente non abbiamo cambiato idea.

Noi saremo a Roma per dire che bisogna uscire dalla logica della guerra.
Saremo a Roma per tutti i cittadini del mondo che subiscono la repressione, la violenza e la negazione dei diritti nell'indifferenza generale - come la Libia, fino a un mese fa, come tanti, troppi altri Paesi.
Saremo a Roma per dire che l'unico modo per costruire la pace è praticare i diritti umani.

Saremo a Roma per chiedere che tutti mettano giù le armi, a partire ovviamente da Gheddafi, e si riapra la strada diplomatica.
Saremo a Roma per chiedere ai "volenterosi" di spiegarci come sono armati i missili che usiamo in Libia: dobbiamo aspettarci un'altra Bosnia, un'altra Quirra?
Saremo a Roma per dire che riempire i dittatori di armi è il modo migliore per renderli assassini - e chi è che gliele vende? ah già, gli stessi che ora lo combattono.
Saremo a Roma per chiedere "e domani, cosa succederà, quando i volenterosi se ne saranno andati, ma la popolazione sarà ancora lì?" Dobbiamo aspettarci un altro Afghanistan, un altro Iraq?
Saremo a Roma con, stampata in testa, la prima pagina dei giornali di qualche settimana fa: "Comincia la guerra, le borse volano".Saremo a Roma per dire che, al di là delle ipocrisie, delle convenienze del momento e delle fragili alleanze, l'unico modo per costruire la pace è smettere di preparare le guerre.
Per non trovarci più a dire "A questo punto, non restano che le bombe"
  

Queste parole Cecilia Strada le ha pronunciate l'altroieri, alla vigilia della manifestazione di Roma del movimento pacifista, alla quale ieri hanno partecipato, oltre a Gino Strada e a sua figlia, anche Moni Ovadia, Vauro Senesi, Amanda Sandrelli, Frankie Hi-Nrg e Dario Vergassola.

Non c'è altro da aggiungere, ci pare. Su Repubblica.it il resoconto completo della manifestazione.


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