venerdì 1 aprile 2011

Kick-Ass. Recensione

Kick-Ass
di Matthew Vaughn
con Aaron Johnson, Chloe Moretz e Nicolas Cage
Commedia/Azione, USA, 2010, 115 min.

Kick-Ass, ovvero la rivincita del nerd. Il film si inserisce infatti nel filone delle opere per cinema e televisione sul tema che va molto di moda in questo periodo (vedi The Social Network per le prime e The Big Bang Theory per le seconde).

Dave Lizewski (Aaron Johnson) è il classico “sfigato” che, stanco dei torti subiti, decide di ribellarsi e di combattere i criminali e i prevaricatori della sua città, partendo da quelli che hanno importunato lui o le persone a lui più vicine (cinematograficamente questo ricorda Il buio nell’anima di Neil Jordan). Gli bastano una tuta verde dai profili gialli comprata su internet a 99 dollari e due mazze… per cominciare a prenderle di santa ragione. La sua perseveranza unita alla celebrità raggiunta grazie a diversi filmati caricati da testimoni oculari su YouTube lo faranno diventare un eroe amato e rispettato. I veri problemi cominceranno quando incontrerà sulla sua strada due “supereroi” più “supereroi” di lui, Hit-Girl e Big-Daddy, che perseguono il loro proposito di vendetta contro il boss locale.

Il film parte bene: un ragazzo senza superpoteri decide di ribellarsi ai soprusi e all’omertà che lo circondano per fare (non per farsi) giustizia. Subisce, viene picchiato, lo riducono in fin di vita, ma lui persevera, si rimette in piedi e torna a battersi pur sapendo di essere perdente in partenza. È questo che ci fa amare Kick-Ass. È questo che lo rende affascinante e interessante. Ed è per questo che la sua storia avrebbe potuto reggere da sola il film. Film che invece viene “rovinato” dalle vicende, prima parallele e poi tangenti rispetto a quelle del protagonista, di Hit-Girl e Big-Daddy.

Sì, “rovinato”, perché la dimensione umana propria dell’eroe-protagonista (che, come ho detto, è l’aspetto del film che funziona) viene stravolto da due supereroi che invece qualche potere sovrannaturale ce l’hanno. Soprattutto Hit-Girl, una bambina di 10-11 anni che si muove come un ninja e che uccide con una disinvoltura disarmante. Non a caso il film è stato giustamente accusato di eccessiva violenza (anche se io considero “violenta” l’immagine della madre di Dave che muore per aneurisma cerebrale e il tutto viene trattato quasi come un avvenimento esilarante) e di scurrilità nel linguaggio, anche perché questi elementi potevano essere tranquillamente evitati. Molto interessanti i riferimenti al mondo dei fumetti e, soprattutto, alle possibilità del web.

Distribuito da Eagle Pictures, l’opera è l'adattamento cinematografico (sebbene presenti alcune differenze) del primo volume del fumetto Kick-Ass, ideato da Mark Millar e disegnato da John Romita Jr.. Tra i produttori figurano Brad Pitt, Vaughn, e lo stesso creatore del fumetto Millar.

Voto: 6 su 10

(Film visionato l’1 aprile 2011)



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3 commenti:

il mahatma ha detto...

onestamente non ho visto il film, però nel fumetto il motivo per cui hit girl e big daddy hanno questi "superpoteri" è spiegato per bene, ed è una fantastica parodia proprio del genere supereroistico, che calza perfettamente con l'atmosfera dell'intero fumetto. tu l'hai letto?

A.V. ha detto...

Non l'ho letto e sarà sicuramente per questo che non ho capito la funzione di hit girl e big daddy. Provvederò a colmare la lacuna.

il mahatma ha detto...

te lo presto io se vuoi
te lo porto da briganti mercoledì

(nota il respiro nazional-popolare di questo commento, rivolto a tutti i nostri lettori)

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