sabato 16 aprile 2011

Il processo lungo

La dominazione mediatico-affabulatoria di B. si palesa in tutta la sua evidenza e tragicità quando questo Nerone invasato e affetto da priapismo è libero di fare e disfare tutto e il contrario di tutto, senza che nessuno se ne avveda. 

IL PROCESSO LUNGO
Anzi, a passare è l'immagine (ma solo l'immagine, legata al presenzialismo televisivo della "Raiset") di un presidente iperattivo e freneticamente al servizio del suo Paese. In realtà, non passa giorno in cui non distolga l'attenzione della platea nazionale dalle malefatte sue e della masnada di bravi al suo servizio, paventando l'ormai stantio pericolo comunista con il solito disco rotto contro giornalisti di sinistra, giudici di sinistra e, categoria di recente aggiunta ai suoi strali, insegnanti di sinistra.

A dimostrazione che la farsa del "garantire ai cittadini una giustizia più celere" è esattamente l'ultimo dei suoi pensieri, ecco che in Senato è spuntata la norma "ingolfa-processi". Un emendamento alla riforma del "processo breve", proposto dal capogruppo Pdl in commissione Giustizia Franco Mugnaiconsente alla difesa di presentare elenchi "infiniti" di testimoni, prolungando i procedimenti a tempo indeterminato, fino all'inevitabile prescrizione. Ecco, dunque, una ridicola contraddizione con l'intento dichiarato (e in realtà mai auspicato) dell'accelerazione dei tempi dei processi.

Come potete vedere, la giustizia equa fa male
Nonchè l'ennesima conferma che il regime democratico italiano è gravemente compromesso. L'Italia, ormai, è una democrazia parziale. Ma siccome non potevano arrivare fino al punto di far saltare i processi della strage di Viareggio o di quella della Thyssen-Krupp (proprio di questi giorni è la sentenza di primo grado), o quelli sugli scandali finanziari Parmalat e Cirio, hanno almeno ritirato la "norma transitoria", inserita nella riforma, sui processi in corso. Ci hanno provato, non è andata. Dunque, salvo nuove sorprese al Senato, "il processo breve non verrà applicato ai processi in corso, altrimenti si vedrebbero cancellati dalla storia della giustizia capitoli come quelli della Cirio, Antonveneta, Enelpower, Thyssen, Eternit e lo scandalo rifiuti della Regione Campania. Ma non solo. Si sarebbero trasformati in una bolla di sapone anche tutti i principali processi per i crimini ambientali da quello dell'Ilva di Taranto a quello per la più grande discarica abusiva di rifiuti tossici a Bussi sul Tirino (Pescara). E come in una roulette, sarebbero stati depotenziati, per la prescrizione dei reati con pene inferiori ai dieci anni, i processi della "Clinica degli orrori", la Santa Rita di Milano, o il processo sui dossieraggi illeciti di Giuliano Tavaroli. Salvati quelli in corso, però, i guai restano per i processi futuri".

E adesso? Adesso sotto con "la riforma della giustizia" (legittimo impedimento, riforma Csm e separazione delle carriere, dei cui disastri vi abbiamo già parlato)  e "la legge-bavaglio sulle interecettazioni".  
Alberto Asor Rosa
Quale la soluzione? È davvero auspicabile la "prova di forza" istituzionale proposta da Asor Rosa, in cui protagoniste dovrebbero essere le forze dell'ordine, coordinate dalle figure garanti (supponiamo il Presidente della Repubblica e quelli di Camera e Senato) in un'azione coercitiva che "scenda dall'alto" e fermi questa "lobby affaristico-delinquenziale"? Forse no. In ogni caso, il discorso richiede una riflessione più approfondita. L'emergenza è grave, ognuno si senta responsabile e chiamato, per quel che può, a dare il proprio contributo.


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