giovedì 3 marzo 2011

Referendum, democrazia e sprechi

Come avevamo già detto in questo post, non si può togliere ai cittadini ogni strumento politico di intervento nel consesso democratico e pretendere poi che gli stessi cittadini se ne stiano con le mani in mano a guardare. Non si può bollare una manifestazione come "faziosa" (ma come dovrebbe essere una manifestazione? Essa nasce per essere di parte!) e al contempo occludere ogni altra via di espressione del dissenso (o comunque di un'opinione, quale essa sia). Non si può, per questo motivo, dilazionare a metà giugno (il 12 la data indicata dal Ministro dell'Interno Roberto Maroni) il voto referendario per questioni fondamentali come la giustizia, l'acqua pubblica, il nucleare.  

Perchè a metà giugno la gente è in ferie e i ragazzi (il soggetto civico più a rischio di "apatia politica") sono sdraiati su una spiaggia o impegnati con gli esami universitari (o entrambe le cose...). E a volte lo sono in sedi lontane dal Municipio in cui possono (devono) votare. Come fa uno studente di Catanzaro che studia a Parma a prendere l'aereo quattro volte in due settimane? Non tutti possono permetterselo, e se sarà costretto a scegliere, lo studente catanzarese probabilmente sceglierà di eleggere il proprio sindaco. Per questa ed altre categorie di elettori il voto referendario si svolgerà a suffraggio censitario

In questo modo si vuole deliberatamente impedire che i 3 referendum raggiungano il quorum.  
La scelta del titolare del Viminale appare vieppiù inadeguata perchè comporta uno spreco di risorse pubbliche pari a circa 300 milioni di euro. Un'enormità, di questi tempi. 

Ma non finisce qui: anche la proposta dei quesiti lascia francamente a bocca aperta. Ve li proponiamo così come riportati dal sito de la Repubblica:


  1. LEGITTIMO IMPEDIMENTO: "Volete voi che siano abrogati l'articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonchè l'articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?". EH?
  2. ENERGIA NUCLEARE: "Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica
    e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?". EH??
  3. PRIMO QUESITO SULL'ACQUA PUBBLICA: "Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall'art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea" convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?". EH???
  4. SECONDO QUESITO SULL'ACQUA PUBBLICA: "Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell'art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale", limitatamente alla seguente parte: "dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito"?". EH????
 
Così gli italiani si vedranno rivolte le domande referendarie una volta chiusi nelle cabine elettorali: l'elettore che non abbia piena coscienza della materia trattata rischia di confondersi e di votare a casaccio (o di annullare la scheda)
Non è così che andrebbe utilizzato uno strumento come il referendum. A maggior ragione questa volta: qui ci giochiamo molto.  
 
Se trovate utile individuare una data unica per amministrative e referendum, potete aderire al "Comitato 29 maggio" che trovate a questo indirizzo
Per informazioni sulle amministrative visitate questa pagina del sito del Governo.


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