domenica 20 marzo 2011

Il Risorgimento delle donne

La storia è scritta e voluta da uomini, potenti, ricchi e liberi.
Nella stragrande maggioranza dei casi le fasce “deboli”, come poveri o donne, sono destinate a cadere nell’oblio.

Questa regola generale è valida anche per il Risorgimento, un’epoca in cui le donne non avevano diritto di voto, erano assenti dalla vita politica e l’unico luogo in cui dominavano incontrastate, a condizione che appartenessero alla società colta e benestante, erano i salotti culturali dove, almeno per poco, potevano spogliarsi del loro riduttivo status di “mogli" o "madri di”.

Tuttavia l’Unità d’Italia fu voluta e attuata non solo da uomini, ma anche da donne coraggiose e capaci che vanno oltre gli stereotipi del loro tempo e che, per la prima volta, vengono celebrate nel volume Donne del Risorgimento. Le eroine invisibili dell'Unità d'Italia, scritto dalla giornalista e scrittrice piemontese Bruna Bertolo e pubblicato dalla casa editrice Ananke.
Frutto di quattro anni di minuziose ricerche tra documenti storici, giornali dell'epoca, epistolari, diari, il corposo studio della Bertolo, già alla prima ristampa, presenta il processo unitario da una prospettiva mai adottata prima, consentendo di rompere “uno schema, uno stereotipo pubblicistico, epico, immaginativo sulla figura della cosiddetta donna risorgimentale che ha visto definirsi nella visione collettiva sia la donna attiva e battagliera impersonata dalla mitica Anita Garibaldi celebrata nel suo monumento al Gianicolo a cavallo, capelli al vento, pistola in mano, sia la donna madre, figlia, sorella, sposa intenta a tessere il tricolore o nel saluto al soldato in partenza per il fronte”.

Ecco allora che, nelle 430 pagine del libro, emergono figure femminili straordinarie che, a dispetto dei pregiudizi e delle convenzioni dell’epoca, hanno saputo rinunciare alla loro tranquilla quotidianità mettendo in pericolo se stesse e i propri affetti per combattere in nome di un ideale e di un futuro ancora vago ed incerto.

Accanto ai nomi più noti, come quello di Anita Garibaldi, l’autrice restituisce lustro a quelle protagoniste invisibili, assenti dalle pagine della storia ufficiale, ma che pure hanno contribuito a costruire il paese e l’identità nazionale.
Tra queste la garibaldina padovana Tonina Marinello, nota come La Masenela, che si è imbarcata vestita da uomo per la spedizione dei Mille ottenendo il grado di ufficiale; l'eroina di Foligno, Colomba Antonietti Porzi, caduta in combattimento mormorando "Viva l'Italia"; l'eroina di Gallipoli, Antonietta De Pace, una convinta mazziniana che ha lottato tutta la vita per gli ideali di libertà, fondatrice di comitati per Roma capitale, incarcerata dai Borboni.

Nel fermento della Napoli risorgimentale brilla la stella di Enrichetta Caracciolo, discendente dell'omonima nobile famiglia e che, non essendo la primogenita, è costretta ad andare in convento, dove viene perseguitata per le sue idee liberali e i libri che legge. Con l'arrivo di Garibaldi riesce a scappare dal convento e nel 1864 scrive il libro I misteri del chiostro napoletano dove spara a zero contro tutte le angherie che ha dovuto subire: un inno alla libertà che viene tradotto anche in inglese e francese.

Tra le protagoniste del Rinascimento spicca anche Jessie White, giornalista inglese, simpatizzante del movimento mazziniano, al quale finisce presto con l'aderire, dedicandosi anima e corpo alla raccolta di fondi e alla scrittura di articoli per i giornali inglesi e americani. Fondamentale quello, apparso sul Daily News nel 1856 con il titolo «Italy for italians» (l'Italia agli italiani). Nel 1854, a Nizza, presentata da comuni amici, conosce Garibaldi, dalla cui personalità rimane così affascinata che, insieme al marito Alberto Mario, lo seguirà dappertutto nelle sue varie spedizioni, diventando la sua biografa.

«La mia eroina preferita è Margaret Fuller Ossoli, - spiega Bruna Bertolo - una giornalista americana del New York Tribune inviata in Europa nel 1847 dal suo giornale per il quale scrive dei reportage molto seguiti. Quando arriva in Italia ed incontra Mazzini è già molto famosa in quanto autrice del libro-manifesto del femminismo dell'epoca Le donne del XIX secolo.

A 39 anni conosce il patriota e nobile romano Angelo Ossoli, di dieci anni più giovane, i due si innamorano, forse si sposano e hanno un bambino. Quando Roma crolla sotto l'assedio del generale francese Oudinot, la coppia ripara a Firenze ma in seguito alle ristrettezze economiche decide di tornare in America. La nave naufraga durante il viaggio provocando la morte di quasi tutti i passeggeri. Si inabissa anche il manoscritto del libro che Margaret stava scrivendo sulla sua esperienza in Italia.

«Il libro - conclude Bruna Bartolo - si chiude su Cristina di Belgioioso, che riassume tutti i personaggi risorgimentali femminili: esiliata a Parigi in seguito alle persecuzioni della polizia; ma anche intellettuale e giornalista che scrive in francese su prestigiose testate, nonché fondatrice di giornali come La gazzetta italiana e la rivista Ausonio, pubblicati in Francia e importati illegalmente in Italia».


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