giovedì 17 febbraio 2011

"Milleche?" al quadrato

Gabriella Carlucci (Pdl)
Dopo aver letto l'articolo che il Fatto Quotidiano di oggi dedica al "milleproroghe", sono costretto ad aggiungere e/o correggere (al ribasso) alcuni dati e alcune cifre comunicati ieri a proposito del maxi-emendamento approvato al Senato.

  • È vero che al FUS sono stati destinati 15 milioni, ma l'emendamento presentato dal parlamentare del Pdl Gabriella Carlucci ne aveva promessi CENTO
  • Prorogata la scadenza dei termini per accedere ai rimborsi elettorali.
  • Ripristino dei gettoni di presenza perfino per i consiglieri di quartiere nel comuni con più di 250mila abitanti. Ricordo che il debito pubblico ha superato il tetto dei milleottocento miliardi di euro.
  • Oltre ad aver congelato le graduatorie provinciali della scuola, il "milleproroghe", in caso di approvazione anche alla Camera, prevede per chi volesse spostarsi in un'altra provincia l'ultimo posto in classifica a prescindere dal punteggio. Lo stesso vale per i supplenti. In pratica, gli insegnanti meridionali costretti a emigrare perchè al Sud non trovano un posto di lavoro sarebbero discriminati rispetto ai "nativi padani". Un principio già dichiarato incostituzionale dalla Consulta. Ma se ne fregano.
  • Perfino nel voler fare i generosi (?) sanno solo essere sordidi: i soldi donati agli alluvionati liguri, veneti e messinesi sono tolti al fondo FAS di un miliardo di euro per ripianare il dissesto idrogeologico nel Meridione. Fanno scannare i disgraziati fra loro. 

Sperando di non scovare domani altre splendide novità, passo e chiudo. 


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2 commenti:

fcoraz ha detto...

Ma tu lo sai che nei concorsi pubblici (per educatrici di scuole dell'infanzia) indetti dal Comune di Milano i residenti a Milano sono discriminati rispetto a quelli che vengono dalle province del Meridione? Congelare le graduatorie è "incostituzionale" ma penalizzare chi è di Milano non lo è?

il mahatma ha detto...

sono sbagliate entrambe le cose. una graduatoria deve fondarsi sul merito, non sulla provenienza geografica. piuttosto che porre questi limiti, punterei sul riformare i concorsi, da sempre ricettacolo di favoritismi e clientelismi di ogni genere

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