mercoledì 23 febbraio 2011

I Professionisti del potere

Si fa chiamare Elio Rossi, ma il suo è solo uno pseudonimo.
Nell'unica
intervista concessa fino ad ora (Agorà, Rai3, 22 febbraio) si mostra di spalle, fasciato da un cappotto scuro, nascosto da una sciarpa e una cuffia che non lasciano intravvedere nulla del suo volto.
Queste precauzioni, secondo quanto racconta, sono necessarie perchè lui conosce da vicino i "professionisti del potere", lavora con loro e per loro quindi, se essi conoscessero la sua identità, non richiederebbero più i suoi servizi.

Sì perchè Elio Rossi è l'autore di un libro-verità, un puntuale resoconto pubblicato da Chiarelettere edizioni in cui vengono descritte le delicate dinamiche che reggono il nostro paese e che vengono instaurate da "coloro che controllano la politica, l'informazione e la finanza, decidendo le sorti d'Italia indipendentemente dai partiti che di volta in volta si succedono al governo".

Come dichiara l'autore nella premessa al testo, la decisione di scrivere un libro di questo tipo non nasce nè da invidia nè da vendetta, ma piuttosto da un forte senso di disagio: "Dopo aver trascorso gli ultimi vent'anni nelle redazioni e negli uffici dei potenti, voglio raccontare come funziona il sistema del potere che in Italia controlla la finanza e i mezzi di informazione. Per farlo voglio stringere un patto con i miei lettori: io non vi dico che mestiere faccio ma in cambio vi dico tutto quello che vedo. "

Ma chi sono allora i "professionisti del potere" che danno il titolo al libro?

Elio Rossi spiega che i "professionisti del potere sono un piccolo gruppo di persone che occupa i vertici della politica e della finanza e che presidia un sistema che permette loro di conservare il potere indipendentemente dall'esito delle elezioni. Queste persone hanno il controllo della finanza e dei mezzi di informazione e, attraverso questi due strumenti, hanno la possibilità di indirizzare e influenzare l'opinione pubblica e gli elettori. Il sistema che i professionisti del potere presidiano è un sistema chiuso".

In questo modo i "professionisti del potere" riescono a detenere il controllo non solo della quasi totalità dei più importanti mezzi di informazione, ma anche della finanza. Infatti in Italia la maggior parte delle banche più influenti è controllata da fondazioni, le quali sono un'anomalia del tutto italiana. Esse hanno scarsi obblighi di trasparenza, non sono costrette a pubblicare i loro bilanci e possono non rivelare l’identità dei finanziatori o dei soggetti a cui elargiscono contributi, o di quelli che ne guidano scelte e strategie.
Di fatto in Italia esistono 88 fondazioni bancarie ed esse costituiscono il cavallo di Troia attraverso cui i professionisti del potere entrano nel controllo delle banche.

Dopo avere toccato questi e altri argomenti, l'autore conclude il libro spiegando che “in Italia non esiste il quarto potere: non esiste cioè un’informazione in grado di accendere un faro impietoso sull’intero gruppo al comando. Dappertutto vedo servi felici: uomini e donne che vivono contenti dei privilegi ottenuti servendo i potenti che comandano l’Italia. Sono servi perché hanno barattato la libertà in cambio di privilegi, e sono felici perché non si rendono conto di ciò che hanno sacrificato.”

Elio Rossi,
I professionisti del potere
Chiarelettere edizioni, collana Reverse
208 pagine, 14 euro


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