domenica 20 febbraio 2011

Di sana e robusta Costituzione

NON POTEVAMO MANCARE: "OGNI MALEDETTO POST" 
 ALLA MANIFESTAZIONE PER LA COSTITUZIONE

Premessa
"E oggi, per cosa si manifesta?". La provocazione non suoni troppo sarcastica e spietata nei confronti di uno strumento, quello della manifestazione, che merita democratico rispetto. L'arma della manifestazione di piazza è una delle poche ancora pungenti rimaste in mano ai cittadini per far sentire la propria voce. Nonchè sintomo di un'insofferenza nei confronti della classe politica di questo paese, che proprio nell'anno dell'anniversario dell'Unità ha raggiunto livelli che non si registravano dai tempi di Mani Pulite. È significativo che all'italiano comune, aldilà di questi cortei di protesta, non siano rimaste moltre altre vie di espressione e comunicazione. Basti pensare che ci hanno tolto il voto di preferenza e non possiamo più eleggere i nostri candidati, bensì accettare passivamente nomi stabiliti a tavolino dalle segreterie dei partiti. O che il referendum sia stato svuotato di significato, con metodi subdoli quali lo stabilirne la data a ridosso di altre tornate elettorali (generando solo fastidio nei votanti) o il condannare all'oblio le firme raccolte a milioni da movimenti e associazioni e lasciate a marcire nelle cantine del Parlamento. Oppure mettendo in discussione gli stessi principi stabiliti dai quesiti referendari, come nel caso dell'energia nucleare, bandita dal referendum del 1987 e oggi riportata in auge nel contesto del dibattito politico. Lo stesso è accaduto, altro esempio, con il "Porcellum", la legge elettorale voluta da Calderoli che ha privato noi cittadini del voto di preferenza, che era stato introdotto nuovamente dal referendum abrogativo del 1991. Oppure, ancora, non supportando i referendum con un'adeguata copertura mediatica che ne sollecitasse la partecipazione collettiva. 

Parma per la Costituzione
E quindi? E quindi manifestare, scendere liberamente da casa con le proprie gambe e dar sfogo alla propria determinazione fonico-ambulatoria. Solvitur ambulando, dicevano i latini. Tutto si rivolve camminando. E devo dire che la manifestazione di oggi (e veniamo all'argomento del post) è stata una bella e pacifica occasione per dimostrare come un'occasione di massa possa comunque rappresentare l'espressione di un'idea non tumultuosa e magmatica ma nitida e inequivocabile. Come limpido e prezioso è l'oggetto della manifestazione, la Costituzione. "Innanzitutto un libro, e scritto anche in buon italiano, il che di questi tempi è già qualcosa", ha detto il regista Filippo Vendemmiati in apertura del suo intervento, pronunciato sul palco della Pilotta dove si è tenuto il momento conclusivo della manifestazione. "E poi, la Costituzione è il castello che difende i valori ottenuti con tanto sacrificio e svenduti dallo scandalo delle escort e dalla compravendita dei parlamentari. Questo libro ci permette di mostrare al mondo che non siamo un paese di sana e robusta prostituzione". 
Pier Paolo Cento (SeL), presente oggi
È stato un corteo depoliticizzato ma non apolitico. Non sono mancati i cori "contro", ma hanno prevalso soprattutto quelli "per": per la Costituzione, un filo rosso che lega tutte le regioni d'Italia; per la Bandiera, che oggi garriva al vento sventolata accanto a quelle dei partiti; per l'Unità, orgogliosamente difesa da coloro che si immolarono per essa nella carneficina della guerra civile, in primis i reduci riuniti nell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, che sfilava in testa al corteo intonando a squarciagola l'inno nazionale. Anziani che hanno visto (e fatto) la Seconda Guerra Mondiale e che oggi guidavano i giovani, spronandoli a cantare, a marciare, a prendere (fisicamente e intellettualmente) posizione. 
Decine le associazioni e i partiti che hanno aderito all'iniziativa "Salviamo la Costituzione": tra i partiti, presenti SeL, PD, IdV e Rifondazione Comunista, i Giovani Democratici e i corrispettivi Comunisti. E poi l'associazione studentesca UDU, il sindicato della CGIL e quello dei Pensionati Italiani (SPI), il Popolo Viola, il Comitato per la difesa della Costituzione, la Carovana per la Costituzione, l'associazione Libera Cittadinanza e perfino il "Gruppo dello Zuccherificio", che onestamente sconoscevo. 
Ma lasciamo parlare le immagini, mentre per un ulteriore approfondimento potete leggere "Repubblica Parma".

 [in testa al blog trovate lo slideshow completo]



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