domenica 13 febbraio 2011

Cos'è la politica?

Cos'è la politica? Non si può avere la boria di rispondere esaustivamente e in un solo breve post ad una domanda che ha le sue millenarie radici già in Aristotele e in Platone. Nondimeno si può certamente abbozzare un quadro degli elementi sui quali la politica deve imperniarsi e di quali possono e devono esserne gli attori protagonisti. 

"L'etica è un politikè methodos"
Per i due "magni greci" sopra citati, noti  eversori dell'ordine costituito, la politica cammina di pari passo con l'etica e la giustizia: Platone ne La Repubblica sosteneva che "lo stato giusto è quello che rende giusti i cittadini", guidandoli tramite la "luce" della ratio filosofica, mentre lo Stagirita legava imprescindibilmente la politica all'etica, laddove quest'ultima è intesa come "modo politico dell'agire umano": l'uomo è per natura un animale politico (ed etico), e la connotazione etica delle sue azioni è segnata dalla rilevanza politica delle stesse. In parole povere, nella ricerca del bene supremo (che Aristotele fa coincidere con la felicità) l'uomo deve usare la testa e agire secondo conoscenza, perchè l'agire "ignorante" (ossia senza coscienza nè cognizione di causa) distoglie da questo fine. 

L'ideatore del "Porcellum" elettorale
Ma la felicità, nostro bene supremo, può mai risolversi in quei 15 secondi nella cabina elettorale, durante i quali tracciamo un segno su un simbolo senza avere idea di chi sedierà sugli scranni parlamentari, perchè (caso raro al mondo) in Italia non esiste il voto di preferenza?

No, non può essere tutto qui. L'agire politico volto a un'etica della felicità deve necessariamente connotare in misura più pregnante la quotidianità degli uomini. Noi siamo "esseri politici" tutti i giorni, in ognuno dei nostri atti e delle nostre scelte. Quando facciamo la spesa, quando lasciamo la macchina parcheggiata in garage e andiamo a piedi, quando partecipiamo ad una manifestazione pacifica, quando interveniamo durante un dibattito, quando denunciamo il pizzo: facciamo politica!  

Le case di Follonica funzionano così
Volete un primo esempio (ne seguiranno degli altri)? A Follonica, in provincia di Grosseto, una ventina di famiglie da circa un anno ha smesso di pagare di volta in volta il riscaldamento o l'aria condizionata grazie a una scelta netta e definitiva a favore dell'energia pulita. Il Corriere della Sera dello scorso 28 gennaio, infatti, ci informa che queste famiglie vivono nei primi appartamenti italiani "riscaldati e raffreddati con l'energia geotermica" (ossia proveniente dalla crosta terrestre) e con il fotovoltaico. Addirittura guadagnano "una media di 70 euro al mese" grazie ai finanziamenti statali per l'energia pulita. Non una gran somma, ma in tempi di "centrali nucleari sicure ed economiche" e di "rifiuti tossici che viaggiano in treno in segreto" è grasso che cola. 

Come può questa scelta non essere considerata, oltre che economica e sanitaria, anche politica nel senso più alto e ampio del termine? Qui non si tratta di destra o di sinistra, ma di quel che diceva proprio Aristotele sull'agire politico volto a un'etica della felicità. L'odierna politica italiana risponde a questa esigenza? Temo la risposta.    


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